Sisma centro Italia: approvato Decreto che sblocca altri fondi per la ricostruzione

di  Redazione
2 anni fa - 22 Ottobre 2019

“Accogliamo molte delle richieste attese dalle popolazioni e provenienti dai territori”, ha commentato su Facebook Giuseppe Conte. Il provvedimento prevede la riduzione del 60% degli importi da restituire al Fisco, una procedura accelerata per l’avvio dei lavori di edilizia privata e l’attribuzione della priorità nella ricostruzione agli edifici scolastici

Il via Libera

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge che introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016.

Tra questi, c’è la proroga fino al 31 dicembre del 2020 dello stato di emergenza per Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con lo stanziamento di 725 milioni.

Le parole di Conte

“Accogliamo molte delle richieste attese dalle popolazioni e provenienti dai territori, a seguito di una fase di ascolto sia sul piano tecnico sia politico, che va avanti da tempo. La sinergia tra tutti gli attori istituzionali è infatti la chiave di successo per questa sfida che dobbiamo assolutamente vincere”, ha commentato su Facebook Giuseppe Conte. “Il Parlamento adesso avrà modo di migliorare ulteriormente il decreto”, ha concluso.

Il Decreto

Il decreto approvato accoglie comunque molte delle richieste avanzate dai territori interessati, come la riduzione del 60% degli importi da restituire. Per quanto riguarda invece la ricostruzione privata, una procedura accelerata per l’avvio dei lavori basata sulla certificazione redatta dai professionisti. Il controllo non verrà realizzato più a monte sul 100 % dei richiedenti, come avviene oggi, ma solo a campione sul 20 %. Restano fermi i controlli a campione a valle già oggi previsti dalla legge. Il testo contiene poi misure per agevolare l’approvazione dei progetti per la ricostruzione.

Per la ricostruzione pubblica

Per la ricostruzione degli edifici pubblici invece, c’è l’attribuzione della priorità agli edifici scolastici che, dovranno essere ricostruiti nel luogo nel quale si trovavano, salvo impedimenti oggettivi. In ogni caso, la destinazione d’uso dell’area in cui sorgevano non potrà essere modificata. Per favorire lo smaltimento delle macerie, l’obbligo di aggiornamento da parte delle Regioni del piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti, da effettuarsi entro il 31 dicembre 2019.

I Sindaci

I sindaci da parte loro hanno parlato del dl come di “un buon inizio“. Ma hanno già approntato una lunga lista di emendamenti che hanno intenzione di presentare in Parlamento. Tra questi: una governance efficace in grado di coinvolgere le Regioni colpite dal sisma del 2016 insieme ai Comuni e all’Anci nella ricostruzione. Norme specifiche per il personale sulla riclassificazione delle sedi dei segretari comunali per favorire la loro effettiva copertura nelle zone del sisma. In ultimo la semplificazione delle norme per favorire sia la ricostruzione pubblica che quella privata.

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