Statale Pistoiese: il camionista Massimo Fasciana perde la vita a 57 anni
L'autoarticolato carico di pietrisco si è ribaltato su un fianco abbattendosi contro un albero. Strada chiusa per ore
Statale Pistoiese: il camionista Massimo Fasciana perde la vita a 57 anni. L’autoarticolato carico di pietrisco si è ribaltato su un fianco abbattendosi contro un albero. Strada chiusa per ore.
Lo schianto fatale contro l’albero
Massimo Fasciana era partito da poco dalle Cave Tana, situate al confine tra San Marcello e Bagni di Lucca, e stava viaggiando in direzione dell’Emilia-Romagna per consegnare un carico di pietrisco.
Per cause ancora al vaglio dei Carabinieri, mentre percorreva il tratto tra Le Piastre e San Marcello, nel Pistoiese, l’uomo ha perso completamente il controllo del mezzo pesante.
L’autoarticolato ha sbandato vistosamente, si è girato su un fianco e ha finito la sua corsa schiantandosi con violenza inaudita contro un grosso albero posizionato al limite della carreggiata.
L’impatto contro il tronco ha letteralmente accartocciato la cabina di guida, non lasciando alcuno scampo al cinquantasettenne. I sanitari del 118, giunti rapidamente sul posto, hanno solo potuto constatare il decesso.
È stato necessario un intervento lungo e particolarmente delicato da parte dei Vigili del Fuoco per tagliare le lamiere e provvedere al recupero della salma.
Traffico in tilt e blocco della statale
L’incidente ha causato pesantissimi disagi alla viabilità della montagna pistoiese. La Statale 66 è rimasta bloccata in entrambi i sensi di marcia per consentire i rilievi scientifici delle forze dell’ordine e le complesse manovre di rimozione del tir ribaltato e del pietrisco riversatosi sull’asfalto.
Sul posto sono rimaste a lungo le squadre tecniche di Anas per coordinare la viabilità alternativa e ripristinare la sicurezza del manto stradale.
Il cordoglio di Anmil: «Per lui il camion era una casa»
La notizia ha suscitato profonda commozione tra i colleghi e i residenti della zona. Alessandro Grassini di Anmil Pistoia (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha voluto ricordare la vittima con parole toccanti, sottolineando come la tragedia non vada catalogata come un semplice fatto di cronaca stradale.
«Ci troviamo a commentare l’ennesima tragedia che si aggiunge a una lista infinita. Massimo era una persona seria, attenta alle regole e al codice della strada. Chi percorreva queste tratte lo conosceva: quando vedeva code dietro di sé, appena poteva accostava per facilitare il sorpasso degli altri mezzi.
Riceveva sempre un saluto, era un uomo orgoglioso del suo mestiere. Qualcuno potrebbe definirlo un banale incidente stradale, ma per chi vive la strada questo è a tutti gli effetti un incidente sul lavoro. Il camion per lui non era solo un veicolo, era il suo strumento, la sua azienda, la sua vita. Trascorreva più ore lì dentro che altrove».