Taranto: ammazzato Bakari Sako che lascia due mogli
Il 35enne maliano ucciso per una lite banale in piazza Fontana. Lascia due mogli incinte in patria. Il fratello arriva dalla Spagna per l'ultimo saluto
Taranto: ammazzato Bakari Sako che lascia due mogli. Il 35enne maliano ucciso per una lite banale in piazza Fontana. Lascia due mogli incinte in patria. Il fratello arriva dalla Spagna per l’ultimo saluto.
La città di Taranto si trova a fare i conti con un delitto che trasuda ingiustizia e disperazione. L’omicidio di Bakari Sako, avvenuto all’alba di sabato scorso, non è solo un fatto di cronaca nera, ma il ritratto straziante di una vita spezzata proprio quando cercava di costruire un futuro per la sua numerosa famiglia nel Mali.
Mentre gli inquirenti stringono il cerchio attorno ai colpevoli, la storia di Bakari emerge in tutta la sua drammaticità umana e sociale.
Un’aggressione brutale e vigliacca
La ricostruzione di quella maledetta alba di sabato dipinge un quadro di violenza gratuita. Bakari si era fermato in un bar di piazza Fontana, nella città vecchia, per un caffè prima di andare al lavoro.
Qui è avvenuto l’incontro fatale con un gruppo di giovani. Una discussione per motivi futili è degenerata rapidamente: l’uomo è stato accerchiato e colpito a morte con un oggetto acuminato.
Chi lo conosceva descrive un uomo mite e gran lavoratore. Arrivato a Taranto nel 2022, aveva fatto il cameriere e ultimamente lavorava come bracciante nelle campagne di Massafra. La sua routine era fatta di treni e biciclette, una vita di sacrifici per mandare i soldi a casa.
Bakari lascia nel suo Paese d’origine due mogli, entrambe in attesa di un figlio. Una notizia che rende la sua scomparsa ancora più inaccettabile.
La solidarietà e la giustizia
Mentre la Squadra Mobile è sulle tracce degli aggressori, la rete della solidarietà si è messa in moto. Stamattina Souleymane, il fratello minore della vittima, è atterrato in Italia dalla Spagna, accompagnato dai volontari di Mediterranea Saving Humans. Sui social ha descritto questa perdita come la “separazione più dolorosa”.
L’associazione Mediterranea supporterà la famiglia per le spese e le pratiche burocratiche necessarie a riportare il corpo di Bakari nel Mali, non appena l’autorità giudiziaria darà il nulla osta dopo l’autopsia.