Taranto: Michele Ambrosi muore dopo 5 giorni di coma. Donati gli organi
Drammatico incidente in vacanza sulla costa ionica. Il turista 39enne lascia la moglie e due figli
Taranto: Michele Ambrosi muore dopo 5 giorni di coma. Donati gli organi. Drammatico incidente in vacanza sulla costa ionica. Il turista 39enne lascia la moglie e due figli.
Una vacanza estiva da trascorrere in serenità con la propria famiglia si è trasformata in un dramma insanabile. Michele Ambrosi, 39 anni, originario di Anagni (Frosinone), si è spento all’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto dopo cinque lunghi giorni di agonia e di lotta tra la vita e la morte.
Il trentanovenne si trovava sulla costa ionica della Puglia per un periodo di relax insieme alla moglie Rita (originaria di Sora) e ai loro due figlioletti, quando è rimasto vittima di un terribile incidente.
L’incidente in sella alla bicicletta e i soccorsi d’urgenza
Grande appassionato di sport e del mondo delle due ruote, il 39enne era uscito in bicicletta lungo le strade della località balneare pugliese quando si è consumato lo schianto.
Per dinamiche e responsabilità che sono tuttora in fase di esatto accertamento da parte degli inquirenti, la bicicletta condotta da Ambrosi è stata violentemente travolta da un veicolo in transito.
Subito soccorso dagli operatori del $118$, il ciclista era stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria e poi subito trasferito in codice rosso al nosocomio di Taranto per la gravità dei traumi cerebrali ed interni.
Nonostante l’impegno costante dell’équipe medica e le preghiere della famiglia per cinque giorni, il quadro clinico si è progressivamente ed inesorabilmente compromesso, fino al riscontro del decesso.
L’estremo gesto d’amore: la donazione degli organi
Di fronte a una tragedia imprevedibile e devastante, i familiari di Michele Ambrosi hanno trovato la forza di compiere un gesto di immensa solidarietà. La moglie e la famiglia hanno dato la formale autorizzazione per il prelievo ed la donazione degli organi, consentendo di salvare altre vite umane.
Un ultimo atto di straordinaria generosità che trasforma l’immenso dolore per la scomparsa del 39enne in una speranza di rinascita per altre persone.