Terremoto di magnitudo 4.5 sull’Etna: danni a Ragalna, oltre 20 scosse
La scossa all’alba sveglia le province di Catania, Messina e Siracusa. Lesioni a edifici e oltre 600 segnalazioni nel comune etneo
Terremoto di magnitudo 4.5 sull’Etna: danni a Ragalna, oltre 20 scosse. La scossa all’alba sveglia le province di Catania, Messina e Siracusa. Lesioni a edifici e oltre 600 segnalazioni nel comune etneo.
Dopo i cicloni Harry e Ulrike e la frana che ha interessato Niscemi, la Sicilia torna a fare i conti con un evento naturale. All’alba di mercoledì 4 marzo 2026, alle 7.05, una scossa di magnitudo 4.5 con epicentro nell’area dell’Etna ha fatto tremare le province di Catania, Messina e Siracusa. Il terremoto è stato percepito in modo evidente anche nelle abitazioni ai piani più bassi.
Il sisma si è originato a una profondità inferiore ai quattro chilometri, un fattore che ne ha amplificato gli effetti in superficie. Le conseguenze più rilevanti si sono registrate a Ragalna, comune etneo situato in prossimità dell’epicentro, dove molti cittadini sono scesi in strada per la paura.
Nel centro abitato si segnalano crepe e danni in numerosi edifici, compresa la sede del Municipio. In alcune zone sono caduti frammenti di intonaco su carreggiate e veicoli in sosta, mentre il tetto di un immobile non abitato è parzialmente crollato. Il quartiere Santa Barbara risulta tra i più colpiti. Nonostante i danni materiali, non risultano persone ferite.
«La nostra comunità si è svegliata con una forte scossa», ha dichiarato il sindaco Nino Caruso, spiegando che agli uffici comunali sono pervenute circa 600 comunicazioni relative a danni consistenti nelle abitazioni private. Il primo cittadino ha tuttavia precisato che la stima complessiva è ancora in fase di aggiornamento.
Il Municipio, pur presentando lesioni non strutturali, è stato giudicato agibile dopo le verifiche tecniche, ma è stato temporaneamente chiuso al pubblico. Attivato il Centro operativo comunale per coordinare gli interventi.
Sul territorio sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco provenienti da Catania per controlli su edifici pubblici e privati. Accertamenti anche nella chiesa Madre dedicata alla Madonna del Carmelo: il campanile, già sostenuto da impalcature, mostra nuove fessurazioni ed è considerato a rischio. Presenti anche operatori della Protezione civile regionale.
Alla scossa principale sono seguite oltre venti repliche di minore intensità. Secondo il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, l’evento sarebbe riconducibile con ogni probabilità alla faglia della Calcerana.
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania collega il terremoto alla dinamica dell’Etna, ma esclude relazioni dirette con l’esplosione di breve durata verificatasi alle 13.12 al cratere Bocca Nuova, che ha prodotto una nube di cenere alta circa un chilometro e mezzo, rapidamente dispersa dai venti verso nord-est con lievi ricadute nella parte sommitale del vulcano.
A Catania non si registrano danni, pur essendo la scossa stata avvertita chiaramente. In via prudenziale, il sindaco Enrico Trantino ha disposto la sospensione delle attività didattiche per consentire controlli negli edifici scolastici. Provvedimenti analoghi sono stati adottati anche in altri comuni dell’area etnea.