Torino, agguato al poliziotto: arrestato uno dei presunti aggressori

Redazione
Torino, agguato al poliziotto: arrestato uno dei presunti aggressori
Una fase degli socntri

Torino, agguato al poliziotto: arrestato uno dei presunti aggressori. Sarebbe un giovane di 22 anni, individuato dai filmati, il presunto delinquente che ha aggredito il poliziotto durante la manifestazione a favore del centro sociale Askatasuna.

Quella che era nata come una manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna si è trasformata, nel pomeriggio di venerdì a Torino, in una delle giornate di scontri più violente degli ultimi anni.

Secondo il Viminale, oltre mille persone avrebbero dato vita a un’azione coordinata di guerriglia urbana contro le forze dell’ordine. Il bilancio è pesante: più di cento agenti feriti, mezzi incendiati e tre arresti, con inevitabili ripercussioni sul piano politico e istituzionale.

Il corteo, convocato dopo lo sgombero del centro sociale avvenuto lo scorso 18 dicembre, ha richiamato in città circa 20 mila manifestanti. Tre i concentramenti principali, partiti da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, che si sono poi ricongiunti nel centro cittadino.

La situazione è degenerata nel pomeriggio, quando circa 1.500 persone si sono staccate dal resto del corteo. I manifestanti, travisati e vestiti di scuro, con caschi e maschere, si sono mossi in modo compatto verso corso Regina Margherita, dove erano schierati i reparti di polizia a presidio dell’area dell’ex Askatasuna. È lì che sono iniziati gli scontri.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, il gruppo organizzato ha attaccato ripetutamente gli agenti lanciando pietre, bottiglie di vetro, bombe carta, razzi e altro materiale pirotecnico, utilizzando anche scudi metallici e tubi di lancio artigianali.

Durante gli scontri sono stati divelti tratti di selciato e cartelli stradali, incendiate barricate di cassonetti e dato alle fiamme un mezzo del Reparto Mobile.

Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti, lacrimogeni e manovre di contenimento, riuscendo progressivamente a respingere i manifestanti verso la periferia nord, oltre il fiume Dora. I disordini sono proseguiti per diverse ore.

Il bilancio finale conta 108 operatori feriti: 96 poliziotti, 7 militari della Guardia di Finanza e 5 carabinieri. Tra gli episodi più gravi, l’aggressione a un agente del Reparto Mobile di Padova, colpito da più persone con calci, pugni, oggetti contundenti e un martello.

Un funzionario della Questura ha riportato la frattura di un braccio e dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico. Durante le fasi più concitate è stata aggredita anche una troupe televisiva, con la distruzione delle attrezzature.

Al centro delle polemiche politiche anche l’uso di puntatori laser contro gli agenti in assetto antisommossa. Il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha parlato di strumenti «potenzialmente in grado di provocare danni alla retina», denunciando un’escalation nella violenza. Le immagini dell’agente colpito con un martello sono diventate il simbolo della giornata.

La Digos di Torino ha arrestato tre persone e denunciato altre 24. Tra gli arrestati figura un 22enne della provincia di Grosseto, individuato attraverso l’analisi dei filmati, accusato di concorso in lesioni e violenza a pubblico ufficiale e di rapina per aver sottratto a un agente lo scudo, l’U-bot e la maschera antigas. In flagranza sono stati fermati anche due italiani di 31 e 35 anni per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Sul fondo resta aperta la questione giudiziaria e politica legata ad Askatasuna. Proprio in queste ore la Procura generale di Torino ha annunciato che in appello chiederà il riconoscimento dell’associazione per delinquere nel maxi-processo contro alcuni storici attivisti del centro sociale, dopo la caduta dell’accusa in primo grado. Un elemento che conferisce agli scontri di Torino un significato che va oltre l’ordine pubblico, intrecciando piazza, politica e giustizia.

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