Torna la paura degli anni di piombo. Pacco bomba al presidente di Confindustria Brescia

4 settimane fa
23 Settembre 2020
di redazione

Torna la paura degli anni di piombo. Pacco bomba al presidente di Confindustria Brescia. Un pacco bomba anonimo è arrivato ieri, martedì 22 settembre.

Nella sede della Feralpi Group indirizzato al presidente dell’azienda siderurgica di Lonato del Garda, in provincia Brescia, e presidente di Confindustria Brescia, Giuseppe Pasini.

Il pacco bomba

Un’intimidazione che nessuno, al momento, sembrerebbe aver ancora rivendicato. Nel mirino è finito uno degli imprenditori più in vista a livello locale e su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto si apprende dal Giornale di Brescia, la busta anonima, un pacco di colore rosso poco più grande di un foglio di carta A4.

E’ arrivata ieri mattina nella sede amministrativa della Feralpi Group, al civico 11 di via Carlo Nicola Pasini, a Lonato del Garda.

La ”sacca rossa” era indirizzata in modo esplicito al presidente dell’azienda siderurgica lonatese e leader degli industriali bresciani Giuseppe Pasini.

All’interno vi sarebbe un detonatore e della polvere pirica, con tanto di innesco, infilata all’interno di un ”salsicciotto” sigillato con del nastro adesivo.

Un congegno rudimentale che, in ogni caso, non sarebbe potuto scoppiare

Ad aprirlo sarebbe stato proprio il patròn della Feralpi ma, per fortuna, non vi sono state conseguenze.

In via precauzionale, gli uffici dell’azienda siderurgica sono stati evacuati per diverse ore ma la produzione non si è mai fermata.

Le indagini

Sulla vicenda stanno indagando gli uomini della Digos della questura di Brescia coordinati dalla sezione antiterrorismo della Procura.

Che ha aperto un fascicolo contro ignoti affidato al procuratore aggiunto Silvio Bonfigli e al sostituto Caty Bressanelli.

Non si sa ancora se l’ordigno non sia esploso per volontà di chi lo ha confezionato o solo per un caso fortunato.

In ogni caso, la Prefettura ha deciso di mettere sotto scorta Pasini che, stando a quanto sia apprende da fonti a vario titolo, sarebbe piuttosto tranquillo e sereno.

I precedenti

Non è la prima volta che un imprenditore di rilievo nazionale riceva simili intimidazioni. Lo scorso giugno, al leader di Confindustria Lombardia e capo del gruppo Omr di Rezzato, Marco Bonometti.

Erano indirizzate due lettere intimidatorie di cui, la seconda, era recapitata al presidente della territoriale bergamasca Stefano Scaglia.

La seconda missiva era firmata ”Walter Alasia”, nome storico delle Brigate Rosse, e le rivendicazioni erano esplicitate sin da subito: Nuclei proletari lombardi.

Contemporaneamente, a Bergamo, nel pieno dell’emergenza Covid, era comparsa la scritta ”Confindustria assassina”.

Nel caso di Pasini, invece, non risulterebbero riferimenti all’autore del pacco bomba né, in allegato alla busta rossa, vi sarebbero stati messaggi intimidatori.

A differenza dei suoi colleghi, il leader di Feralpi era contrario alla riapertura anticipata delle aziende, posizioni di cui non ha mai fatto mistero in pubblico. Ed è proprio questo il bandolo della matassa da sbrogliare. Fonte IlGiornale

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