Tragedia a Ca’ Lino: tre lavoratori morti nell’Idrovia

Minivan con 9 persone finisce nel canale: sei si salvano, tre restano intrappolati. Recuperati i corpi dai sommozzatori. Vittime di origine nordafricana

Redazione
Tragedia a Ca’ Lino: tre lavoratori morti nell’Idrovia

Tragedia a Ca’ Lino: tre lavoratori morti nell’Idrovia. Minivan con 9 persone finisce nel canale: sei si salvano, tre restano intrappolati. Recuperati i corpi dai sommozzatori. Vittime di origine nordafricana.

In questo sabato 9 maggio 2026, una nuova tragedia del lavoro e della strada colpisce il Veneto, tingendo di fango e lacrime le acque dell’Idrovia Sant’Anna a Chioggia, in provincia di Venezia.

Mentre il sole di questa mattina prometteva una giornata mite, la località di Ca’ Lino è diventata lo scenario di un recupero drammatico che ha confermato i timori più bui.

L’incidente, avvenuto alle prime luci dell’alba, solleva ancora una volta il velo sulla sicurezza dei trasporti per i lavoratori stagionali e sulla fragilità delle infrastrutture che costeggiano i canali della nostra regione.

L’allarme è scattato alle 6:30, un orario che suggerisce lo spostamento verso i campi o i cantieri della zona. Il minivan, per cause che la Polizia Locale sta accertando, è finito fuori carreggiata tra Strada Margherita e via Vecchio Brenta, ribaltandosi completamente nell’acqua gelida del canale.

Sei degli occupanti sono riusciti, con uno sforzo disperato, a liberarsi dalle lamiere e a risalire a riva prima che il mezzo venisse sommerso del tutto.

Per due ore il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, supportato da un’autogrù arrivata da Mestre, ha perlustrato il fondale. I tre dispersi, tre uomini di origine nordafricana, sono stati trovati esanimi all’interno dell’abitacolo, prigionieri della trappola di metallo.

Il cordoglio delle istituzioni

Sul posto è accorso immediatamente il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, testimone di una scena che scuote l’intera comunità. Le vittime erano lavoratori stranieri, parte di quel tessuto invisibile che ogni mattina si muove sulle nostre strade provinciali per garantire servizi essenziali, spesso viaggiando su mezzi collettivi che, in caso di incidente, si trasformano in bare.

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