Tragedia a Castelli Calepio: muore Nicola Belbruti

Scontro frontale sulla Provinciale 91: Nicola muore a 19 anni in sella alla sua bici. Inutile l'intervento dell'elisoccorso. Indagini in corso sulla dinamica

Redazione
Tragedia a Castelli Calepio: muore Nicola Belbruti
repertorio

Tragedia a Castelli Calepio: muore Nicola Belbruti. Scontro frontale sulla Provinciale 91: Nicola muore a 19 anni in sella alla sua bici. Inutile l’intervento dell’elisoccorso. Indagini in corso sulla dinamica.

La morte di Nicola Belbruti, a soli 19 anni, trasforma una tranquilla serata di maggio in una tragedia che lascia senza parole l’intera comunità di Castelli Calepio, in provincia di Bergamo.

Mentre l’Italia discute dei grandi casi giudiziari e dei volti noti della TV, la realtà nuda e cruda dell’asfalto spezza un’altra giovane vita.

L’impatto fatale

L’incidente è avvenuto intorno alle 19:30 di mercoledì sera, in un orario ancora di piena luce, lungo la via Gabriele D’Annunzio. Nicola stava pedalando nei pressi della farmacia locale, a ridosso di una rotatoria, quando si è verificato lo scontro frontale con una BMW bianca guidata da un ragazzo di 25 anni.

L’impatto è stato devastante. Il corpo del diciannovenne è stato sbalzato dalla sella, finendo violentemente contro il parabrezza dell’auto prima di rovinare a terra.

La macchina dei soccorsi si è messa in moto istantaneamente. Da Bergamo è decollato l’elicottero e sul posto sono giunte automedica e ambulanza. Tuttavia, nonostante i tentativi disperati dei medici, le ferite riportate da Nicola erano troppo gravi.

Indagini e viabilità

I carabinieri della stazione locale hanno lavorato fino a tarda notte per ricostruire l’esatta posizione dei mezzi e stabilire le responsabilità. La zona dell’incidente, caratterizzata da uno spartitraffico e dalla vicinanza a una rotatoria, è stata setacciata per individuare tracce di frenata o anomalie nella carreggiata.

La provinciale 91 è rimasta chiusa a lungo, causando code chilometriche tra Bergamo e Sarnico, mentre il paese si chiudeva in un silenzio rispettoso davanti al corpo del giovane coperto da un lenzuolo.

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