Tragedia al Parco degli Acquedotti: crolla un casolare, due vittime
Un uomo e una donna sono stati estratti senza vita dalle macerie in via delle Capannelle a Roma. L'edificio, un rudere abbandonato, era usato come rifugio
Tragedia al Parco degli Acquedotti: crolla un casolare, due vittime. Un uomo e una donna sono stati estratti senza vita dalle macerie in via delle Capannelle a Roma. L’edificio, un rudere abbandonato, era usato come rifugio.
L’allarme è scattato intorno alle 9:15, quando alcuni residenti e passanti hanno avvertito un forte boato provenire da un casolare abbandonato situato ai margini del Parco degli Acquedotti. Sul posto sono intervenute immediatamente diverse squadre dei Vigili del Fuoco, incluse le unità cinofile e il team USAR (specializzato nella ricerca sotto le macerie).
Le vittime e i soccorsi
Purtroppo, dopo brevi ma frenetiche operazioni di scavo, i soccorritori hanno rinvenuto i corpi di due persone. Si tratta di un uomo e una donna, la cui identità non è stata ancora ufficializzata. Sembra che i due utilizzassero la struttura, un ex manufatto agricolo fatiscente, come riparo notturno.
I Vigili del Fuoco hanno continuato a ispezionare l’area con i cani molecolari per escludere con certezza la presenza di altre persone coinvolte nel cedimento del solaio.
Il mistero dell’esplosione
Un elemento sta rendendo il lavoro degli inquirenti particolarmente complesso. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla Polizia Locale del Settimo Gruppo e dai Carabinieri, già nella giornata di ieri, 19 marzo, si sarebbe verificata una piccola esplosione o un principio di incendio nella stessa area.
Si indaga, ora, per capire se il crollo del tetto sia stato causato dal cedimento strutturale dovuto all’incuria o se sia la conseguenza di una fuga di gas (magari da una bombola usata per scaldarsi) legata proprio all’evento del giorno precedente.
Area sotto sequestro
Il personale del Commissariato Romanina e la Polizia Scientifica hanno transennato l’intera via delle Capannelle per effettuare i rilievi tecnici. Il Parco degli Acquedotti, meta abituale di migliaia di romani per lo sport e il tempo libero, è rimasto parzialmente interdetto in quel settore per consentire la messa in sicurezza dei muri perimetrali rimasti in piedi.
Questa sciagura riaccende violentemente il dibattito sulla sicurezza dei casali abbandonati nell’agro romano e sulle condizioni di estrema precarietà in cui vivono i senza fissa dimora nella periferia della città.