Tragedia sul lavoro: operaio cade durante lavori e muore

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1 mese fa - 28 Agosto 2021

Tragedia sul lavoro: operaio cade durante lavori e muore. Non aveva nessun contratto Angelo Giammanco, l’operaio di 67 anni che ieri mattina è precipitato nel vuoto durante alcuni lavori di ristrutturazione presso un’abitazione privata a Cinisi, città metropolitana di Palermo.

È morto sul colpo dopo un volo di 9 metri, un incidente sul quale sono al lavoro i carabinieri giunti sul posto poco dopo l’arrivo del 118 e che, insieme al magistrato hanno curato le prime fasi di rilievo per determinare la dinamica dell’incidente.

Angelo sarebbe stato prossimo alla pensione

Una tragedia sulla quale ora pesa anche la tegola del lavoro in nero così come denunciato da Piero Ceraulo, segretario generale della Fillea Cgil Palermo: “Dai nostri controlli ci risulta che lo stesso Giammanco non aveva una posizione denunciata

Ad oggi non risultava iscritto presso gli enti bilaterali delle costruzioni dal 2019, dunque lavorava in nero – spiega il sindacalista. Ma, la cosa ancora più grave è che avendo compiuto i 67 anni a luglio scorso, sarebbe stato prossimo alla così tanto agognata pensione”.

Non si può continuare a lavorare in edilizia a 67 anni

“Non si può continuare a lavorare in edilizia a 67 anni – prosegue Ceraulo. Occorre immediatamente una riforma pensionistica che miri a una fuoriuscita anticipata dal mondo del lavoro per gli edili.

Dopo la legge Fornero, non è stato fatto alcun passo in avanti in merito a questo tema”. Immediato il cordoglio del sindaco di Cinisi alla famiglia di Angelo Giammanco.

“In attesa che le Autorità accertino le modalità con cui si è verificata la tragedia – le parole di Giangiacomo Palazzolo – esprimo il mio sincero dolore per la dipartita ed un forte sentimento di vicinanza alla famiglia”.

Allarme incidenti sul lavoro

Quello degli incidenti sul lavoro è un allarme rilanciato più volte in questa estate costellata da decine di episodi in tutta Italia. Le statistiche parlano di più di 1200 morti ogni anno cui si aggiungono migliaia di incidenti più o meno alla ribalta della cronaca.

I dati ufficiali denunciano una situazione fuori controllo: su 10 aziende controllate 8 sono fuori regola. “Ecco perché – dice Sbarra – dobbiamo porre con forza la necessità di intensificare verifiche; controlli; ispezioni; assumere ispettori e medici del lavoro, investire anche sulle tecnologie e sulla ricerca.

Dobbiamo fare un grande intervento sulla prevenzione, la formazione, la comunicazione, incrociare le banche dati, assicurare un coordinamento tra tutti i livelli istituzionali , gli enti e le amministrazioni preposte ai controlli.

E poi bisogna fare uno sforzo di attuazione ed applicazione della legge 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che da 13 anni continua a non essere applicata integralmente.

La sicurezza non è un costo, ma un vero investimento dell’impresa sulla qualità del lavoro, sulla produttività, sul miglioramento degli indici reputazionali delle stesse aziende”.

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