Trento: base jumper perde la vita dopo il lancio
L'uomo, 39 anni, è andato a sbattere contro la parete a strapiombo, restando appeso a due arbusti sulla verticale della cima Capi a 600 metri sul livello del mare
Trento: base jumper perde la vita dopo il lancio. L’uomo, 39 anni, è andato a sbattere contro la parete a strapiombo, restando appeso a due arbusti sulla verticale della cima Capi a 600 metri sul livello del mare.
Un tragico incidente ha avuto luogo il primo gennaio 2026 sulla cima Capi, situata tra la val di Ledro e il Lago di Garda, dove un base jumper, nato nel 1986, è precipitato durante un salto e ha perso la vita sul colpo.
Poco dopo il lancio, l’uomo ha impattato contro la parte alta di una parete strapiombante e la sua vela è rimasta impigliata in due arbusti a circa 600 metri di quota.
L’allarme
L’allarme è stato lanciato intorno alle 12:00 da diversi testimoni che hanno visto la vela bloccata sulla parete. La Centrale Unica di Emergenza ha prontamente attivato l’intervento dell’elicottero, con operatori delle Stazioni della Val di Ledro e di Riva del Garda in preparazione.
L’equipaggio ha individuato la vela dall’alto e ha calato un Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico, che si è calato fino al base jumper.
Purtroppo, per l’uomo non vi era nulla da fare e il medico ha constatato il decesso. Dopo aver ottenuto il nullaosta delle autorità, sono stati inviati altri due soccorritori per assistere nelle operazioni di recupero della salma e del materiale.
L’intervento si è concluso alle 14.15. Questo episodio evidenzia i rischi estremi associati al base jumping, nonché l’efficacia e la prontezza delle operazioni di soccorso alpino in situazioni di emergenza in ambiente montano.