Trova due miliardi di lire nella cassetta di sicurezza dello zio defunto: Banca d’Italia nega la conversione in euro
Singolare scoperta durante le pratiche per l'eredità di un parente scomparso a Cuneo. Avviata l'azione legale
Trova due miliardi di lire nella cassetta di sicurezza dello zio defunto: Banca d’Italia nega la conversione in euro. Singolare scoperta durante le pratiche per l’eredità di un parente scomparso a Cuneo. Avviata l’azione legale.
Una straordinaria scoperta dal sapore amaro quella vissuta da Stefano, un cinquantunenne originario di Vicenza e residente a Cuneo, rimasto vittima di un paradosso burocratico e monetario mentre sbrigava le pratiche per la successione ereditaria di uno zio materno, deceduto celibe e senza prole.
Nel corso delle verifiche sulle disponibilità del de cuius, l’uomo si è recato presso l’istituto di credito dove il parente manteneva una cassetta di sicurezza.
All’interno del contenitore blindato l’erede ha rinvenuto un vero e proprio tesoro composto da banconote del vecchio conio di vario taglio per un ammontare complessivo di oltre due miliardi di lire, una cifra che al cambio ufficiale corrisponderebbe a più di un milione di euro.
L’inattesa ricchezza si è tuttavia trasformata in una complessa vertenza quando la banca ha passato la palla a Banca d’Italia per la gestione del cambio della valuta.
L’Istituto centrale ha opposto un fermo rifiuto alla richiesta di convertire la ingente somma in euro, richiamando la decadenza dei termini previsti dalla legge per la prescrizione della lira.
Non disposto a rinunciare alla cospicua eredità, il 51enne ha deciso di affidarsi all’assistenza legale dell’associazione Giustitalia per promuovere un ricorso e far valere le proprie ragioni sul piano giuridico, sostenendo che i termini di prescrizione debbano decorrere dal momento effettivo del ritrovamento del bene e non dalla data ufficiale di fuori corso della vecchia moneta.