Tumore di 13 chili asportato a una 15enne al Cardarelli

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4 settimane fa - 19 Agosto 2021

Tumore di 13 chili asportato a una 15enne al Cardarelli. Intervento delicato, ma per fortuna andato per il meglio, quello eseguito all’ospedale Cardarelli di Napoli su una paziente di appena 15 anni.

Alla ragazzina è stato asportato un tumore di 13 chili di peso e del diametro di oltre 44 centimetri. La ragazzina era affetta da un cistroadenofibroma, tumore ovarico benigno del quale però non si era resa conto.

Francesca (nome di fantasia, per tutelare la privacy della ragazza), lunedì 16 agosto, appena tre giorni fa, è arrivata al Pronto Soccorso dell’ospedale napoletano con alcuni disturbi.

Dopo averla sottoposta agli esami del caso, i sanitari del Dipartimento di Emergenza e Accettazione hanno compreso la gravità del suo stato di salute e l’hanno subito affidata all’equipe del reparto di Ginecologia e Ostetricia.

L’intervento

I sanitari del reparto, diretto dal dottor Claudio Santangelo, l’hanno subito preparata e sottoposta al delicato intervento chirurgico. Si è trattato di un’operazione molto poco invasiva, che ha comportato soltanto un’incisione di soli 4 centimetri sull’inguine.

Oltre al dottor Santangelo, all’intervento chirurgico hanno preso parte anche i chirurghi Giovanni Ruggiero e Viviana Natullo, gli anestesisti Massimo Pisanti e Valeria Diglio e lo strumentista Silvio Caso.

“Questi interventi sono molto delicati, sia per l’età della paziente, sia per l’esigenza di intervenire su una neoplasia che, per quanto benigna, ha dimensioni fuori norma.

Storie come questa dimostrano, qualora ce ne sia bisogno, che la nostra azienda ospedaliera offre in qualsiasi momento risposte alle più svariate esigenze di salute. Per tutti noi che lavoriamo e quasi ‘viviamo’ in questo ospedale è un punto d’orgoglio” ha spiegato il dottor Claudio Santangelo.

Covid: in rianimazione incinta e non vaccinata, rischia pure bimbo

Incinta e no vax va in rianimazione, grave anche il figlio. Accade a Napoli dove, come racconta Il Mattino, una giovane donna di 31 anni, affetta da Covid, e già con tre figli, al sesto mese di gravidanza, è ricoverata il 10 agosto nel Reparto di Ostetricia e ginecologia del Policlinico della Federico II.

Né lei, né il marito, e nemmeno le loro famiglie, spiega il giornale, sono vaccinati. Ora sono tutti positivi, bambini inclusi. La mamma e la sua famiglia avevano deciso volontariamente di soprassedere alla vaccinazione più preoccupati di eventuali reazioni alla somministrazione del farmaco che del contagio.

Con l’aggravarsi delle condizioni i medici hanno deciso di operare. Parto cesareo per salvare il bambino. Il piccolo è nato ‘grave prematuro’. I pediatri che lo hanno preso in cura non si sbilanciano, ma il piccolo ha serie difficoltà respiratorie e di alimentazione.

“Un’epoca gestazionale così precoce – spiegano i sanitari – può causare esiti neonatali molto gravi. C’è un alto rischio di mortalità e disabilità a breve e a lungo termine”.
La donna, dopo l’intervento chirurgico, è tornata in rianimazione.

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