Un uomo sessantenne muore dopo una coltellata al petto

Luciano Caronte, classe 1961, è stato trovato dai carabinieri nel proprio appartamento di Bacoli, nel Napoletano, riverso a terra con una ferita al petto causata da un’arma da taglio
di redazione
2 settimane fa
11 Gennaio 2021

Un uomo sessantenne muore dopo una coltellata al petto. Un uomo è morto nel proprio appartamento, con una ferita di arma da taglio al petto a Bacoli, nella provincia di Napoli.

L’uomo si trovava riverso a terra quando sono giunte le forze dell’ordine: inutili i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario del 118, l’uomo è deceduto mentre cercavano di salvarlo.

La vittima è Luciano Caronte, classe 1961, che viveva con la compagna ed i due figli di lei. Mistero però sulla dinamica del fatto. I carabinieri non escludono al momento alcuna pista. Compresa quella del suicidio e quella dell’omicidio da parte del figlio trentenne, affetto da problemi di natura psichica.

La vicenda è accaduta a Bacoli, comune dei Campi Flegrei attiguo a Pozzuoli. I carabinieri sono intervenuti su via Roma, dove l’uomo è trovato riverso a terra all’interno della propria abitazione, dove viveva assieme alla compagna ed i due figli della donna.

La ferita, rivelatasi poi mortale, è quella di un’arma da taglio al centro del petto. Si pensa possa essere stata sferrata con un coltello da cucina che però al momento non è stato ritrovato.

I carabinieri stanno battendo tute le piste: indagano i militari dell’Arma della compagnia di Pozzuoli, mentre nell’appartamento di via Roma dove si è consumata la tragedia, finora ancora tutta da chiarire, è giunto anche il magistrato della Procura della Repubblica di Napoli.

Non è escluso che possa essere disposta l’autopsia sul corpo dell’uomo. Militari dell’Arma che hanno eseguito i rilievi all’interno dell’abitazione, procederanno con ogni probabilità ad interrogare i familiari della vittima, nella speranza di fare chiarezza.

Morta suicida dopo video hot: recuperati dati persi, probabile omicidio

Saranno depositati alla Procura della Repubblica di Napoli Nord i dati, inclusi i contatti telefonici e le attività internet, ottenuti dall’accesso agli account di Tiziana Cantone, la 31enne morta suicida il 13 settembre 2016 perchè i video privati che la ritraevano erano finiti su internet a sua insaputa.

I contenuti erano cancellati dall’Ipad e dall’Iphone di Tiziana mentre i due apparecchi erano in custodia della polizia giudiziaria (carabinieri) che indagava sulla morte della 31enne.

Sulla cancellazione dei dati è aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli Nord per frode processuale. Per l’Emme-Team, di cui fa parte anche il difensore della Giglio, Salvatore Pettirossi, Tiziana sarebbe stata vittima di un omicidio.

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