UniStem Day 2026: “Liberi di scegliere”
Oltre 30.000 studenti in 93 atenei di 12 Paesi (tra cui Italia, Spagna, Polonia, Australia e Svezia) partecipano alla giornata ideata dalla senatrice a vita Elena Cattaneo
UniStem Day 2026: “Liberi di scegliere”. Oltre 30.000 studenti in 93 atenei di 12 Paesi (tra cui Italia, Spagna, Polonia, Australia e Svezia) partecipano alla giornata ideata dalla senatrice a vita Elena Cattaneo.
In questo venerdì 20 marzo 2026, mentre celebriamo la Giornata della Felicità, il mondo accademico accende i riflettori sul futuro con la 18ª edizione dell’UniStem Day.
Si tratta del più grande evento europeo di divulgazione scientifica dedicato alle cellule staminali e alle discipline STEM, nato proprio in Italia e oggi diventato un network globale. L’evento di quest’anno assume un significato profondo, unendo l’eccellenza della ricerca al valore civile della libertà.
L’Università degli Studi di Milano resta il fulcro della manifestazione. La senatrice Elena Cattaneo, pioniera della ricerca sulle staminali, ha voluto lanciare un messaggio forte alle nuove generazioni. Il tema “Liberi di scegliere” invita i ragazzi a perseguire carriere scientifiche seguendo solo talento e passione, ignorando schemi sociali o pregiudizi di genere e provenienza.
Un momento toccante della giornata è dedicato alle testimonianze di studenti palestinesi, vincitori di borse di studio dell’Ateneo milanese, per ricordare che la libertà e l’accesso alla conoscenza non sono scontati in ogni parte del mondo.
“Ritorno al Futuro”: La scienza in Realtà Virtuale
Grazie alla collaborazione con la Fondazione Golinelli, gli studenti della giornata milanese possono vivere un’esperienza immersiva d’avanguardia. Attraverso un visore VR, i ragazzi entrano in un laboratorio virtuale seguendo un protocollo reale per la cura del Parkinson.
Il percorso mostra come una cellula adulta prelevata da un paziente possa essere “riprogrammata” per produrre nuovi neuroni pronti per il trapianto.
La Scienza come linguaggio di Pace
La rettrice della Statale, Marina Brambilla, ha sottolineato come i laboratori siano, per definizione, luoghi di cooperazione pacifica dove lingue e religioni diverse svaniscono di fronte all’obiettivo comune: migliorare la vita umana.
Maria Laudando