Vaccino AstraZeneca perché le trombosi colpiscono le donne giovani

I rarissimi casi di trombosi associati ai vaccini anti Covid a vettore adenovirale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) hanno un’incidenza maggiore nelle fasce di età più giovani
di  Redazione
2 settimane fa - 11 Giugno 2021

Vaccino AstraZeneca perché le trombosi colpiscono le donne giovani. L’associazione tra rarissimi eventi tromboembolici e i vaccini anti Covid a vettore adenovirale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) è confermata dalle principali autorità sanitarie internazionali.

All’emersione dei primi casi sospetti, nei mesi scorsi, seguirono sospensioni e modifiche ai piani vaccinali in molti Paesi; tuttavia il dibattito sulla questione è ancora molto acceso, anche alla luce di somministrazioni effettuate a fasce d’età per le quali questi farmaci non sono raccomandati.

A destare particolare preoccupazione tra gli esperti sono i casi di trombosi della vena sinusale, una rara forma di trombosi cerebrale che si manifesta con carenza di piastrine (trombocitopenia), così come quelli di trombosi della vena splancnica (addominale) e di trombosi arteriosa.

Tutte queste queste condizioni associate ai sieri anti Covid sono state definite dagli scienziati come eventi trombotici associati a un basso numero di piastrine indotti dal vaccino (VITT). Come indicato si tratta di eventi rarissimi, tuttavia le indagini epidemiologiche mostrano che il rischio di svilupparli non è uguale per tutti.

Secondo i dati dell’EMA, infatti, nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni ci sono circa due probabilità di avere una trombosi ogni centomila somministrazioni; un rischio sensibilmente maggiore rispetto alla fascia 60-69. I giovani, e in particolar modo le donne, risulterebbero dunque più esposti al rischio di trombosi: com’è possibile?

Premesso che non sono ancora disponibili dati conclusivi per affermarlo con certezza; ci sono diverse ragioni che possono spiegare come mai le ragazze sarebbero più esposte al rischio tromboembolico dopo la vaccinazione.

Suscettibili alle malattie autoimmuni

Come sottolineato in un’intervista al El Pais dal professor Rodrigo Rial, le donne sono innanzitutto più suscettibili degli uomini alle malattie autoimmuni. Inoltre in giovane età il sistema immunitario molto più pronto e reattivo, dunque si è più esposti a complicazioni innescate da processi autoimmuni.

Gli esperti ritengono che le trombosi indotte dai vaccini Covid a vettore adenovirale siano legati proprio a una reazione autoimmune. In parole semplici, i pazienti colpiti sviluppano anticorpi che si legano a una specifica proteina presente sulla superficie delle piastrine chiamata fattore piastrinico 4.

Questo meccanismo spinge le piastrine ad aggregarsi e a dar vita ai coaguli di sangue che iniziano a circolare nel flusso sanguigno. A innescare la trombosi, secondo gli esperti tedeschi guidati dal professor Andreas Greinacher dell’Università di Greifswald, potrebbe essere un conservante presente nel vaccino chiamato EDTA.

Ma nel mirino vi è anche la rottura dell’adenovirus utilizzato come navetta per trasportare l’informazione genetica della proteina Spike e la conseguente liberazione del DNA, che a sua volta sarebbe in grado di formare legami col fattore piastrinico 4.

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