Vaga seminudo per strada: giovane padre muore in ospedale

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1 mese fa - 4 Agosto 2021

Vaga seminudo per strada: giovane padre muore in ospedale. Un uomo di 34 anni, sposato e padre di una bimba di due anni, è morto nella mattinata di lunedì all’ospedale Carlo Poma di Mantova.

La magistratura ha subito disposto l’autopsia, come si fa in casi come questo, per accertare le esatte cause del decesso. La vittima era infatti stata protagonista di un episodio di cronaca appena 24 ore prima del decesso.

L’uomo era stato infatti fermato per strada, nel centro di Viadana, nel Mantovano, mentre si aggirava seminudo brandendo un coltello, in evidente stato di fortissima alterazione.

In quella circostanza il 34enne, a quanto pare già noto ai servizi sociali per via dei suoi problemi legati al consumo di alcol e droghe, era bloccato dai carabinieri, allertati da alcuni residenti.

In ospedale

Nessuno si era fatto male e il 34enne era ricoverato per accertamenti all’ospedale di Vicomoscano. Stando a quanto riportato dalla testata “Bresciatoday”, in ospedale le condizioni del 34enne sarebbero improvvisamente peggiorate.

Tanto da richiedere il suo trasferimento all’ospedale Poma di Mantova. Qui però i medici non sono riusciti a salvare la vita al 34enne che è deceduto nella mattinata di lunedì.

L’autopsia dovrà chiarire il motivo dell’improvviso aggravamento delle condizioni di salute dell’uomo e capire se sia legato allo stato di alterazione che aveva portato al suo ricovero.

Analizzando anche la presenza di eventuali sostanze all’interno del suo organismo. La vittima era residente a Viadana e lavorava in un’azienda di ortofrutta di Brescello, in provincia di Reggio Emilia.

Milano, Daspo anche per le metropolitane

Trentacinque misure di prevenzione sono emanati dal questore di Milano, Giuseppe Petronzi, che per la prima volta inserisce tra i divieti anche l’uso delle metropolitane.

Lo ha comunicato la Questura. Precisando che essi “si aggiungono alle 100 misure di prevenzione già emesse da inizio 2021 nei confronti di persone che frequentavano” l’area del cosiddetto Bosco di Rogoredo.

“I provvedimenti di ieri sono mirati non solo a vietare l’accesso all’area del Boschetto di Rogoredo; ma, anche, a inibire a soggetti socialmente pericolosi l’accesso a mezzi di trasporto che consentono di raggiungere tale area.

Vietando a 9 soggetti, di età compresa i 20 e i 44 anni (di cui 6 donne e 3 uomini), per lo più consumatori e spacciatori di sostanze stupefacenti, l’accesso ad alcune linee metropolitane.

Per due donne sorprese a compiere borseggi a bordo di linee urbane, il divieto di accesso è stato esteso all’intera rete metropolitana di Milano, provvedimento che non registra precedenti”.

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