Italia

Vanchiglia, pusher aggrediti da un gruppo di incappucciati

di  Redazione  -  7 Dicembre 2019

Vanchiglia, pusher aggrediti da un gruppo di incappucciati. È successo mercoledì sera. L’avvertimento dopo gli schiaffi: “Via di qui”

L’avvertimento

«Adesso basta. Via di qui». Dalle parti di via Balbo, poco lontano dalla zona pedonale, non sono nemmeno le dieci di sera. All’angolo della strada ci sono i pusher. Quelli già allontanati dall’ingresso dell’elementare Fontana, dopo la lettera aperta del preside alla Città e le retate di carabinieri e polizia. Si avvicinano dei ragazzi. Quattro o cinque, non di più. Parlano italiano, sono incappucciati. O meglio, hanno il viso coperto dalle sciarpe e dai berretti calati fino al naso. Prima delle parole sono arrivate le botte. Spintoni, schiaffi e qualche pugno. Qualcuno ha sentito le grida, si è affacciato dai balconi, ha capito che non erano le solite urla della movida fracassone e ha chiamato la polizia. Quando è arrivata una volante, era già tutto finito. Sparito il gruppetto di ragazzi incappucciati, fuggiti quasi tutti gli spacciatori africani. Tutti tranne uno, Babu. Vent’anni, originario del Gambia, ha riferito agli agenti i pochi dettagli dell’aggressione, durata una manciata di secondi. E quell’avvertimento, «via di qui» che non sembra essere arrivato per caso.

 

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Le indagini

L’assenza di altri testimoni complica le indagini dei poliziotti, che però sembrano poter escludere che si possa essere trattato di uno screzio tra bande, un regolamento di conti tra pusher per contendersi il territorio. L’ipotesi più probabile, infatti, è che qualcuno abbia provato a farsi giustizia da solo. Stanco dello spaccio che tra piazza Santa Giulia e i suoi dintorni resiste, malgrado tutto. Babu, dopo essere stato ascoltato dagli investigatori, è tornato in strada. Ha rifiutato di essere accompagnato in ospedale e ieri mattina era di nuovo lì, in via Balbo. Nel bar all’angolo, sempre ieri mattina, tutti parlavano di quell’aggressione. Tra chi ipotizza un’azione razzista e chi piuttosto crede che qualcuno abbia semplicemente deciso di farsi giustizia da solo.

Le reazioni dei cittadini di Vanchiglia

È un fatto nuovo per il quartiere Vanchiglia. Malgrado l’esasperazione che cresce tra i residenti, stretti tra il chiasso della mala-movida e la presenza sempre più invadente degli spacciatori. Per dirne una: la reazione al «caso pusher» davanti alla scuola Fontana, era stata tutt’altra. Oltre all’intervento di polizia e carabinieri, i residenti avevano organizzato momenti di inclusione aperti a tutti. Prima una grande festa di via, poi una merenda per i bambini a cui, oltre ai rappresentanti dell’istituto e della Circoscrizione, si erano visti anche alcuni giovani del centro sociale Askatasuna. «Così si risponde ai problemi del borgo» avevano detto gli organizzatori. Mercoledì è andata diversamente.