Venezia: l’incubo di migliaia di turisti. Hackerato il sistema Booking dell’hotel
Camere vendute a 15 euro invece di 300: fino a 3.000 persone truffate si presentano alla reception dell’Hotel Antigo Trovatore. L’albergo sporge denuncia alla Polizia Postale
Venezia: l’incubo di migliaia di turisti. Hackerato il sistema Booking dell’hotel. Camere vendute a 15 euro invece di 300: fino a 3.000 persone truffate si presentano alla reception dell’Hotel Antigo Trovatore. L’albergo sporge denuncia alla Polizia Postale.
Doveva essere un fine settimana da sogno nella città lagunare, trasformatosi invece in un vero e proprio incubo logistico e umano. Tra le 2.000 e le 3.000 persone, provenienti da tutta Italia, da diversi Paesi europei e perfino dal Canada, si sono ritrovate bloccate in strada a Venezia con una prenotazione in mano che, nei fatti, era del tutto priva di valore.
Al centro della clamorosa vicenda c’è l’Hotel Antigo Trovatore, una struttura a tre stelle in Calle delle Rasse, a pochi passi da Piazza San Marco.
Un albergo di 25 camere con una capienza massima di 50 ospiti che si è visto improvvisamente travolto da una marea di viaggiatori convinti di aver prenotato una stanza a prezzi d’occasione.
Il meccanismo della truffa: tariffe stracciate online
Tutto nasce da un presunto attacco informatico avvenuto tra il 6 e il 7 ottobre sulla piattaforma Booking.com o sui sistemi ad essa collegati.
Gli hacker sono riusciti a manomettere la gestione del listino prezzi dell’hotel, mettendo in vendita le camere a cifre irrisorie: tra i 15 e i 50 euro a notte, fino a offerte di tre notti a 120 euro.
Prezzi specchietto per le allodole, se si considera che in questo periodo di alta stagione il costo reale di una camera si aggira attorno ai 300 euro al giorno.
L’illusione del grande affare ha spinto migliaia di utenti a completare l’acquisto. Ma la brutta sorpresa è arrivata direttamente alla reception.
Caos in reception e code all’esterno
A partire da martedì notte, la reception dell’hotel è diventata il teatro di scene di forte tensione. Con un ritmo di circa trenta arrivi all’ora -e picchi da 100-150 persone contemporaneamente- il personale si è trovato nell’impossibilità di gestire la situazione.
«Siamo letteralmente sotto stress», raccontano provati i dipendenti dell’albergo. «Abbiamo dovuto fronteggiare centinaia di clienti comprensibilmente arrabbiati e frustrati, molti dei quali arrivati a tarda notte dopo ore di viaggio, convinti di avere un letto ad attenderli».
Il paradosso della vicenda è che la struttura risulta in realtà completamente esaurita da agosto, rendendo materialmente impossibile sistemare anche solo una minima parte dei viaggiatori truffati.
Impossibile contattare i clienti: palla a Booking e Polizia Postale
A complicare la gestione dell’emergenza è l’impossibilità da parte della struttura ricettiva di comunicare direttamente con le vittime. Le prenotazioni generate dall’attacco sono infatti “fantasma” e le mail di conferma inviate ai clienti sono state anch’esse compromesso dall’hackeraggio. L’hotel non dispone quindi dei dati di contatto dei viaggiatori.
Mentre l’albergo è riuscito a bloccare la ricezione di nuovi flussi sulla piattaforma, resta l’incognita di quante persone continueranno a presentarsi nei prossimi giorni.
La direzione dell’Hotel Antigo Trovatore ha già presentato formale denuncia alla Polizia Postale per fare luce sull’accaduto e tutelare la propria immagine. Spetterà ora a Booking gestire la procedura di assistenza e l’emissione dei rimborsi destinati ai turisti coinvolti.