Venezuela: Luigi Gasperin non è più in carcere

Lo ha annunciato il ministro degli esteri Antonio Tajani su X: "Ora è Caracas, è uscito dal carcere nella notte"

Redazione
Venezuela: Luigi Gasperin non è più in carcere
Antonio Tajani, ministro degli esteri

Venezuela: Luigi Gasperin non è più in carcere. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Antonio Tajani su X: “Ora è Caracas, è uscito dal carcere nella notte”.

Luigi Gasperin, imprenditore italiano, è stato scarcerato dalle autorità venezuelane e ora si trova nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas, in Venezuela, come ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.

L’ordine di scarcerazione, già ottenuto nei giorni scorsi, è stato reso esecutivo nella notte, permettendo così la sua uscita dal carcere.

La Farnesina ha riferito che Gasperin, sebbene provato fisicamente, è in condizioni stabili. Secondo quanto comunicato, ha espresso il desiderio di rimanere in Venezuela e tornare a Maturín (Stato di Monágas), dove si trova la sua azienda.

La liberazione di Gasperin avviene in un contesto più ampio di rilascio di cittadini italiani detenuti in Venezuela: nelle ultime settimane erano già stati liberati altri connazionali, tra cui il giornalista Biagio Pilieri, e nei giorni successivi anche Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati annunciati come liberati e trasferiti all’ambasciata italiana.

Chi è Gasperin

Luigi Gasperin, 77 anni, originario del Basso Piemonte, ha costruito in Venezuela una carriera imprenditoriale di grande successo. La sua è stata una parabola ascendente che lo ha portato dal Piemonte al Venezuela, dove ha inseguito e realizzato il sogno di diventare un imprenditore affermato nel settore petrolifero.

In terra venezuelana, Gasperin è diventato proprietario della Tecnica Petrolera Wlp, un’azienda specializzata nel settore dell’Oilfield che tra il 2000 e il 2024 è riuscita ad aggiudicarsi oltre sessanta contratti con la Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana, e le sue controllate.

L’attività principale dell’azienda riguardava le perforazioni dei pozzi petroliferi, un lavoro tecnico complesso che richiede necessariamente l’impiego di esplosivi.

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