Viene dalla Cina un finto miele economico ma non genuino

1 settimana fa
30 Giugno 2020
di redazione

Viene dalla Cina un finto miele economico ma non genuino. Si sta diffondendo un finto miele allungato con lo sciroppo di zucchero ma viene venduto a prezzo molto più basso rispetto al prodotto italiano. La Cia-Agricoltori in una nota denuncia la Cina e le sue esportazioni dannose che stanno invadendo anche l’Italia:

“Il nettare delle api è al terzo posto tra i dieci alimenti maggiormente a rischio di frode alimentare. Frode effettuata con l’aggiunta di sciroppo di zucchero e con metodologie di produzione non conformi alle norme europee. In cui l’uomo, fuori dall’alveare, si sostituisce alle api nella realizzazione del laborioso processo di maturazione del miele”.

“Il ‘falso’ miele, difficile da rilevare con i controlli effettuati alle frontiere, crea una concorrenza sleale. Concorrenza che sta fortemente penalizzando l’apicoltura italiana (prezzo medio di produzione 3,99 al chilo). Apicoltura che ha registrato nel 2019 perdite per 70 milioni di euro. Flagellata anche dal problema del climate change, che ha determinato un crollo della produzione (-50%).”

La proposta per fermare questo dannoso mercato

La Cia propone all’Ue l’imposizione ai mieli importati da Paesi terzi, della conformità con la definizione europea di miele, sostanza che deve essere prodotta esclusivamente dalle api mellifere e alla quale non può essere aggiunta nessun’altra sostanza. Vengono anche richiesti maggiori controlli ai confini Ue e nuove metodologie di analisi, al passo con le adulterazioni sempre più sofisticate.

Si esportano in Europa, a prezzi così fortemente concorrenziali, circa 80 mila tonnellate. La produzione artigianale, più rapida ed economica, accelera i processi di deumidificazione e maturazione che le api effettuano con tempi molto più dilatati, ma rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche di genuinità del miele. Il danno economico derivante dalle difficoltà di mercato per gli apicoltori italiani sta colpendo un settore che in Italia conta 63 mila apicoltori, un milione e mezzo di alveari, 220 mila sciami, 23 mila tonnellate di prodotto e oltre 60 varietà

Alessandro Pallavicini