Virus, Locatelli: “Priorità alla fascia 70-79 anni, uno su dieci rischia la vita”

Il presidente del Consiglio superiore di sanità: "I dati mostrano il rallentamento e una lieve flessione dell'indice di contagiosità dall'1,16 a 1,08 ma la circolazione del virus è assai diffusa"
di redazione
3 settimane fa
29 Marzo 2021

Virus, Locatelli: “Priorità alla fascia 70-79 anni, uno su dieci rischia la vita”. “I dati mostrano il rallentamento e una lieve flessione dell’indice di contagiosità dall’1,16 a 1,08, con 9 mila soggetti in meno contagiati.

Ma la circolazione del virus è assai diffusa, ci sono 145 mila nuovi contagi. Non dobbiamo dimenticare il carico sulle terapie intensive, pari al 39%, oltre 3.700 ricoverati, vicino al picco della prima ondata quando furono 4.063.

Stiamo vedendo l’effetto delle misure, ma non possiamo pensare di deflettere dal mantenere le misure” attuali. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità alla trasmissione Che tempo che fa.

“Io ho sempre detto – continua – che il vaccino al personale sanitario è condizione imprescindibile per poter svolgere un ruolo sanitario. Chi si rivolge ad una struttura ospedaliera deve essere sicuro che è stato fatto il massimo” per evitare il contagio.

La fascia 70/79 a rischio

“Nella prima fascia di persone vaccinate il criterio anagrafico è stato seguito: il 54% degli ultraottantenni ha ricevuto 1 dose, il 25% due dosi – ha spiegato Locatelli. La fascia 70-79 è da tutelare assolutamente.

Un soggetto su dieci che si infetta rischia di perdere la vita. Si è data la priorità ai vulnerabili. Si è cercato di proteggere i più fragili e vulnerabili; la prossima priorità ora è per la fascia di età che va dai 70 ai 79 anni”.

“Moderna ha iniziato la sperimentazione sui bambini – aggiunge il presidente del Consiglio superiore di sanità – tutti e 4 i vaccini approvati hanno un piano di sviluppo pediatrico, si parte dagli adolescenti e si abbassa progressivamente la fascia di età, è importante testarli e validarli per poterli usare anche in età pediatrica”.

Locatelli, in un altro passaggio, ha spiegato che i vaccini contro il Covid richiamano “molta più attenzione da parte dell’opinione pubblica rispetto agli altri, mai prima c’era stata un campagna vaccinale così importante.

Giusto essere attenti

E’ poi giusto essere attenti perché si sono impiegate piattaforme vaccinali mai impiegate prima e lo stesso vaccino ha come unico precedente quello del vaccino Ebola. Questo giustifica l’alta attenzione, le aspettative sono elevate ed è opportuno che i meccanismi di farmacovigilanza trovino la più precisa attuazione”.

“Idealmente sarebbe auspicabile un allineamento tra le due agenzie più importanti – ha poi detto riferendosi alla questione della sospensione di Astrazeneca – ma non è da dimenticare che i contesti regolatori e legislativi sono differenziati.

La sospensione la vedrei in positivo: l’agenzia tedesca aveva posto un allarme rispetto ad alcuni fenomeni che ha portato ad una sospensione cautelativa e alla ripresa quando l’analisi ha documentato che non c’erano motivi per la sospensione.

Una dimostrazione che il meccanismo della farmacosorveglianza e vigilanza funziona perfettamente”, ha concluso Locatelli.

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