XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
Oggi, sabato 21 marzo 2026, l'Italia si ferma per un appuntamento civile tra i più profondi e sentiti
XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Oggi, sabato 21 marzo 2026, l’Italia si ferma per un appuntamento civile tra i più profondi e sentiti.
Questa ricorrenza, nata dall’intuizione di Don Luigi Ciotti e dell’associazione Libera nel 1996 (e ufficializzata dallo Stato nel 2017), cade nel primo giorno di primavera proprio per simboleggiare la rinascita della legalità e la speranza che fiorisce dal dolore.
21 Marzo 2026: “Oltre i Confini”
Il tema scelto per questa edizione è un invito a superare l’indifferenza e a riconoscere che le mafie non sono un problema solo del Sud o di alcuni territori, ma una piaga globale che inquina l’economia e la libertà di tutti.
I momenti salienti della giornata
Il momento più toccante avviene nelle piazze di tutta Italia (la manifestazione nazionale quest’anno si tiene a Roma, proprio a poche ore dai tragici fatti di via delle Capannelle). Migliaia di persone leggono, uno dopo l’altro, gli oltre 1.000 nomi delle vittime innocenti: magistrati, agenti, giornalisti, ma anche cittadini comuni e molti bambini.
Tra i nomi letti oggi, risuonano quelli di Dodò Gabriele, Giuseppe Di Matteo e Annalisa Durante. È un elenco che si allunga ogni anno, restituendo dignità a chi è stato ucciso due volte: dalla violenza mafiosa e dall’oblio.
Proprio come ieri gli studenti dell’UniStem Day parlavano di libertà scientifica, oggi migliaia di ragazzi delle scuole riempiono le piazze per dire che “la mafia è una montagna di merda”, citando Peppino Impastato.
Un 21 marzo di riflessione e cronaca
La celebrazione di oggi si intreccia inevitabilmente con l’attualità di queste ore. Mentre si ricordano le vittime del passato, l’Italia piange i giovani scomparsi ieri, come il sedicenne Gianni Flori a Modena, ricordandoci quanto sia preziosa e fragile ogni singola vita.
Il sisma alle Eolie di stanotte (magnitudo 4.6) ha scosso il cuore della Sicilia, terra simbolo della lotta alla mafia, quasi a voler sottolineare fisicamente la vibrazione di una giornata così carica di tensione emotiva.
Anche nella città di Partenope, dove il ricordo delle vittime di camorra è vivissimo, la giornata è segnata dalle restrizioni sanitarie del sindaco Manfredi.
Perché ricordare è un dovere?
Leggere i nomi significa trasformare la memoria privata dei familiari in memoria collettiva. È un impegno a non girarsi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie quotidiane, alla corruzione o al sopruso. “La memoria è un impegno che si fa presente: non serve ricordare se poi non sentiamo la responsabilità di agire oggi.” le parole di Don Luigi Ciotti.
Maria Laudando