È morto Gianclaudio Bressa, storico volto del PD e delle Autonomie
È morto Gianclaudio Bressa, storico volto del PD e delle Autonomie. L’ex deputato, senatore e sottosegretario si è spento improvvisamente a 70 anni. Dai primi passi a Belluno fino alla riforma del Titolo V e all’alleanza in Trentino-Alto Adige. Il cordoglio unanime della politica.
Si è spento improvvisamente all’età di 70 anni Gianclaudio Bressa, storica figura di riferimento del centro-sinistra, a lungo deputato e senatore prima dell’Ulivo e poi del Partito Democratico.
Bressa, che da tempo si era stabilito a Firenze, lascia il ricordo di un uomo di Stato che ha dedicato la sua intera parabola pubblica all’architettura costituzionale italiana, al valore delle autonomie locali e alla tutela delle minoranze linguistiche.
Dalla DC a Belluno fino ai vertici del Governo
La carriera di Gianclaudio Bressa incarna la grande tradizione del cattolicesimo democratico applicato al servizio dei territori. Muove i suoi primi passi nella Democrazia Cristiana alla fine degli anni Ottanta, venendo eletto consigliere comunale e assessore a Belluno, città di cui diventerà successivamente stimatissimo Sindaco.
Nel 1994, dopo lo scioglimento della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli, conquistando lo scranno a Montecitorio nel 1996.
Sottosegretario alla Funzione Pubblica e agli Affari Regionali nei governi D’Alema, Amato, Renzi e Gentiloni, Bressa è stato il vero “motore geopolitico” dei rapporti tra lo Stato centrale e le Regioni.
Fu tra i principali artefici della storica riforma del Titolo V della Costituzione, legando il suo nome al nuovo comma 3 dell’articolo 116 sull’autonomia differenziata, e guidò la Commissione dei Sei per l’attuazione dello Statuto di Autonomia di Bolzano.
Passato attraverso la Margherita, nel 2007 è tra i fondatori del Partito Democratico. La sua intelligenza strategica si rivelò decisiva nel 2013, quando siglò l’alleanza elettorale tra il PD e la Südtiroler Volkspartei (SVP). Nel 2018 coronò il suo percorso parlamentare venendo eletto al Senato nel collegio uninominale del Trentino-Alto Adige con oltre il 43% dei consensi.
Il dolore unanime: “Solido come le sue montagne”
La notizia della sua scomparsa ha unito trasversalmente i leader di ogni schieramento in un ricordo commosso, evidenziando una statura politica oggi rara.
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Dario Franceschini (Senatore PD): Lo ha salutato con un tweet intimo e potente: «C’eri sempre. Solido come la roccia delle tue montagne».
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Pier Ferdinando Casini (Senatore): Ha ricordato gli anni del movimento giovanile della DC: «È stato un parlamentare esemplare, un uomo di governo scrupoloso. Con lui se ne vanno tanti ricordi di passione per la politica e amore per l’Italia».
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Enrico Costa (Forza Italia): Ha voluto sottolineare il valore dell’amicizia oltre le bandiere: «Ho lavorato insieme a lui, apprezzandone la qualità politica e la profonda conoscenza del mondo delle autonomie».