Acerra: la chiude in casa per 5 giorni e le ruba il telefono. Arrestato 34enne
La vittima, la compagna di 34 anni, è stata liberata dai Carabinieri, attirati dalle sue urla disperate alla finestra. L'uomo si nascondeva tra la folla dei curiosi per assistere alla scena
Acerra: la chiude in casa per 5 giorni e le ruba il telefono. Arrestato 34enne. La vittima, la compagna di 34 anni, è stata liberata dai Carabinieri, attirati dalle sue urla disperate alla finestra. L’uomo si nascondeva tra la folla dei curiosi per assistere alla scena.
Una drammatica vicenda di violenza di genere e privazione della libertà si è conclusa grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine nella provincia di Napoli.
Una trappola domestica che durava da quasi una settimana è stata smantellata prima che potesse avere conseguenze ancora più tragiche.
I Carabinieri della stazione locale sono intervenuti d’urgenza ad Acerra, all’esterno di una palazzina residenziale, interrompendo l’incubo di una donna di 34 anni. Il compagno, coetaneo, è stato arrestato in flagranza di reato.
Il protocollo della segregazione e l’allarme
La ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma ha svelato un piano di isolamento totale attuato dall’uomo ai danni della convivente. Secondo quanto accertato, il trentaquattrenne, da quasi una settimana, adottava una routine rigida.
Ogni mattina usciva di casa per le sue incombenze, sbarrava la porta d’ingresso blindata dall’esterno girando le chiavi nella toppa e sigillava le finestre.
Per impedire alla compagna di chiedere aiuto ai familiari o alle forze dell’ordine, l’uomo le sequestrava sistematicamente il telefono cellulare prima di allontanarsi, lasciandola completamente tagliata fuori dal mondo e priva di qualsiasi contatto umano.
Solo dopo cinque giorni di prigionia, la donna ha trovato la forza e l’occasione per avvicinarsi a un’apertura verso l’esterno e iniziare a urlare con quanta voce avesse in corpo, chiedendo disperatamente di essere liberata.
Alcuni passanti e vicini, sentendo le grida strazianti, hanno immediatamente composto il 112 facendo confluire le gazzelle dei Carabinieri sul posto.
La liberazione e la “caccia all’uomo” tra la folla
Una volta fatto accesso all’appartamento e forzata la serratura, i militari si sono trovati di fronte a una scena di forte impatto emotivo. La trentaquattrenne è stata trovata in evidente stato di choc e con la voce rotta dal pianto.
Una volta messa in sicurezza, ha confessato agli investigatori che quell’episodio era solo l’apice di una lunga e dolorosa catena di violenze fisiche, verbali e maltrattamenti subiti all’interno delle mura domestiche negli ultimi mesi.
Mentre i sanitari del 118 prestavano le prime cure alla donna, è scattata la caccia all’uomo nelle vie limitrofe. Il trentaquattrenne è stato individuato e bloccato a pochissimi metri dall’ingresso del palazzo.
L’aggressore si era infatti mescolato tra la folla dei residenti e dei curiosi che si era radunata in strada per assistere alle operazioni di soccorso, pensando di passare inosservato.