Acerra: liceo De Liguori devastato! 4 novembre una riflessione sul valore della Patria e sul rispetto del futuro
Ci sono immagini che fanno male e che non possono lasciare indifferenti
Acerra: liceo De Liguori devastato! 4 novembre una riflessione sul valore della Patria e sul rispetto del futuro. Ci sono immagini che fanno male e che non possono lasciare indifferenti.
Quanto accaduto al Liceo De Liguori di Acerra, in provincia di Napoli, durante l’occupazione dell’istituto, lascia sgomenti: la palestra danneggiata, gli ambienti devastati, le cose distrutte e persino la morte di piccoli pesciolini. Una vicenda che va oltre la semplice bravata e che chiama in causa il senso di responsabilità di un’intera comunità.
E oggi, 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, questa vicenda offre un’occasione di riflessione ancora più profonda.
In una giornata dedicata al ricordo di quanti hanno servito e continuano a servire l’Italia, il pensiero va ai tanti uomini e donne in uniforme che, con coraggio e sacrificio, mettono la propria vita al servizio del Paese. A chi opera lontano da casa, a chi affronta situazioni difficili e a chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere, anche nelle missioni di pace.
Dietro ogni uniforme ci sono persone, famiglie, sogni e speranze. Ci sono giovani che hanno scelto di testimoniare il proprio amore per la Patria attraverso l’impegno, la disciplina e la dedizione agli altri.
L’amarezza
Ed è proprio in questa giornata che il contrasto con quanto accaduto al De Liguori diventa motivo di amarezza. Da una parte c’è chi si impegna per proteggere il bene comune, dall’altra chi, attraverso comportamenti irresponsabili, danneggia un luogo fondamentale per la crescita delle nuove generazioni.
Sia chiaro: la protesta studentesca è un diritto e rappresenta uno strumento importante della democrazia. Gli studenti devono poter esprimere il proprio dissenso, denunciare ciò che non funziona e chiedere un cambiamento.
Ma, esiste una differenza sostanziale tra manifestare le proprie idee e distruggere ciò che appartiene a tutti. La libertà non può diventare un alibi per la mancanza di rispetto.
Una scuola non è soltanto un edificio fatto di aule, corridoi e palestre. È un luogo in cui si costruiscono personalità, si coltivano talenti e si imparano i principi della convivenza civile.
È uno spazio che appartiene agli studenti di oggi, ma anche a quelli che verranno domani. Danneggiarla significa sottrarre qualcosa all’intera collettività.
Cittadini consapevoli
Da docente, provo una profonda amarezza. Il compito della scuola non è soltanto trasmettere conoscenze o preparare i ragazzi agli esami, ma accompagnarli nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di comprendere che ogni diritto comporta anche dei doveri.
Naturalmente, le responsabilità per quanto accaduto dovranno essere accertate, senza generalizzazioni e senza condannare un’intera generazione.
Ci sono tantissimi giovani che ogni giorno dimostrano sensibilità, altruismo e senso civico, impegnandosi nello studio, nel volontariato e nella solidarietà. Sono loro gli esempi da valorizzare e ai quali dobbiamo dare voce.
Alle famiglie, alla scuola e alle istituzioni spetta ora un compito importante: non fermarsi alla condanna dei fatti, ma trasformare questo episodio in un’occasione di crescita e consapevolezza.
Ai ragazzi voglio rivolgere un messaggio semplice: non abbiate paura di far sentire la vostra voce, di contestare e di chiedere una scuola migliore. Ma abbiate anche il coraggio di rispettarla, perché è un patrimonio che appartiene a voi. Non lasciate che un gesto di rabbia comprometta il valore delle vostre idee.
Celebrare la Patria
Celebrare la Patria significa anche questo: rispettare le istituzioni, custodire i luoghi della cultura, riconoscere il valore del sacrificio altrui e sentirsi parte di una comunità.
Il Liceo De Liguori potrà essere riparato e i suoi ambienti restituiti agli studenti. Più difficile sarà ricostruire quella consapevolezza che dovrebbe accompagnare ogni gesto e ogni scelta.
In questo 4 novembre, mentre rendiamo omaggio a chi ha servito e serve l’Italia, ricordiamoci che il futuro del Paese non si difende soltanto con grandi gesti di coraggio, ma anche attraverso piccoli atti quotidiani di rispetto, responsabilità e partecipazione.
Perché chi distrugge una scuola non distrugge soltanto un edificio: ferisce il futuro. E il futuro non ha bisogno di devastazione, ma di giovani capaci di costruire, con coraggio e responsabilità, un’Italia migliore. E il futuro, oggi più che mai, ha bisogno di essere difeso, non devastato.
Maria Laudando