Addio a Vittorio dell’Uva, storico inviato di guerra de “Il Mattino”: testimone dei grandi conflitti mondiali
Addio a Vittorio dell’Uva, storico inviato di guerra de “Il Mattino“: testimone dei grandi conflitti mondiali. Lutto nel mondo del giornalismo napoletano e nazionale. Il ricordo commosso dei colleghi.
Il mondo dell’informazione piange la scomparsa di Vittorio dell’Uva, autorevole giornalista napoletano e per decenni storico inviato speciale di guerra del quotidiano Il Mattino.
La notizia del decesso, aveva 83 anni, è giunta nelle scorse ore, nella giornata di Ferragosto 2026, lasciando un profondo vuoto tra i colleghi ed i lettori che ne hanno seguito per anni i reportage dai fronti più caldi del pianeta.
Scrittore e saggista, dell’Uva ha raccontato tra le sue pagine più famose la professione del reporter nel volume “Stanza 1304. La finestra sulla guerra” (Graus Edizioni).
Una carriera sul fronte dei grandi stravolgimenti globali
Formatosi nelle redazioni locali di Napoli Notte e del Roma, Vittorio dell’Uva era entrato a far parte de Il Mattino, diventandone a partire dal 1977 una delle firme di punta per gli esteri.
Ha documentato in prima persona eventi storici cruciali come lo sfaldamento del Blocco Sovietico, la prima e la seconda guerra in Iraq, le crisi in Afghanistan ed i drammatici eventi della questione mediorientale.
È stato tra i principali cronisti italiani impegnati nel racconto delle guerre jugoslave negli anni Novanta, vissute sul campo con piglio rigoroso e profonda umanità.
Il ricordo affettuoso di Toni Capuozzo e dei colleghi
Tra i primi a rendere omaggio alla memoria del reporter napoletano è stato l’amico e storico inviato di guerra Toni Capuozzo, che ha affidato a un post sui propri canali social un ricordo intriso di affetto e ironia.
«Ciao, Vittorio. Eri un grande giornalista, ma ancora di più un compagno di avventure, di scherzi e di risate. Sei stato il fondatore della SAS, quella volta a Zagabria, quando scansasti i militari che chiudevano l’accesso dicendo secco “SAS” per poi spiegarci che stava per “salutame a sorete”».
«E anche adesso, che ci fai arrivare il giorno di Ferragosto la notizia della tua morte, sembra un brutto scherzo… Ti si è voluto bene, mancherai ancora di più, Vittorio dell’Uva, de Il Mattino di Napoli».