Adriano Mazzarella, storico meteorologo della Federico II, è morto
Laureato in Fisica nel 1973, ha guidato per anni l'Osservatorio Meteorologico dell'ateneo napoletano
Adriano Mazzarella, storico meteorologo della Federico II, è morto. Laureato in Fisica nel 1973, ha guidato per anni l’Osservatorio Meteorologico dell’ateneo napoletano.
Il mondo accademico e scientifico italiano piange una delle sue figure più autorevoli e amate. Nella notte tra ieri e oggi, sabato 20 giugno 2026, si è spento a Napoli il professor Adriano Mazzarella, fisico, meteorologo di fama nazionale e storico docente di Climatologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il professore, che da alcuni mesi stava combattendo contro una grave malattia, lascia un vuoto incolmabile nel campo della ricerca scientifica e della divulgazione ambientale.
Una vita dedicata alla fisica dell’atmosfera
Il percorso del professor Mazzarella è rimasto indissolubilmente legato alla sua città natale e al suo prestigioso ateneo. Conseguita la laurea in Fisica nel 1973 presso l’Università Federico II di Napoli, aveva immediatamente intrapreso la carriera accademica. Grazie alla sua dedizione, era diventato professore associato presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse.
Per anni ha diretto con lungimiranza l’antico e prestigioso Osservatorio Meteorologico dell’Università Federico II, modernizzando i sistemi di rilevamento e trasformando la struttura in un punto di riferimento per il monitoraggio del microclima urbano e regionale.
Il re della divulgazione e il cordoglio della comunità
Oltre al rigore scientifico, Mazzarella era straordinariamente stimato per la sua capacità di comunicare con il grande pubblico. Era il punto di riferimento assoluto per i media locali e nazionali ogni volta che la Campania veniva colpita da ondate di calore, nubifragi o eventi meteo estremi.
Sapeva spiegare i complessi meccanismi del cambiamento climatico e delle dinamiche atmosferiche con un linguaggio semplice, chiaro e mai allarmista.
Non appena la famiglia ha diffuso la triste notizia stamattina, l’ateneo napoletano, i colleghi scienziati e intere generazioni di studenti hanno espresso profondo cordoglio, ricordandolo non solo come uno scienziato brillante, ma come un uomo di straordinaria bonomia, disponibilità e passione didattica.