Alba Parietti: «Ho avuto il virus, ho pianto e avuto paura. Ora con il mio sangue potrò salvare vite umane»

2 mesi fa
6 Maggio 2020
di redazione

La showgirl su Instagram: «Ho intuito di avere la possibilità di essere stata infettata perché avevo la febbre, perdita di olfatto e gusto, tosse»

Si è ammalata, ha avuto paura e ha pianto, ma ora è guarita. Alba Parietti ha raccontato su Instagram le tappe della sua malattia dopo aver contratto il Coronavirus: «Ho intuito di avere la possibilità di essere stata infettata perché avevo la febbre, perdita di olfatto e gusto, tosse. Non ho fatto assolutamente tamponi, né avuto visite o cure di nessun tipo. Ho preso una Tachipirina, ho pianto, ho avuto paura.

L’isolamento

Mi sono messa per mia scelta in isolamento volontario in camera mia per 14 giorni. Senza uscire mai di casa, utilizzando mascherine e guanti ogni volta che incontravo chi viveva con me e mantenendo le distanze. Areavamo la casa in continuazione. Ma non avevo nessuna certezza di aver contratto il virus. La mia collaboratrice domestica infatti non si è infettata perché ho mantenuto distanze, mascherine, guanti, isolamento. Ed è risultata negativa al test sierologico da me pagato».

La certezza della malattia

Alba Parietti ha infatti avuto la certezza di essere stata malata solo dopo essere guarita: «Ho scoperto di essere stata infettata dopo un mese e mezzo grazie a un test sierologico fatto a pagamento in una clinica a cui tutti potevano accedere pagando circa 50 euro. Bastava cercare e pagare. Mi hanno detto che il test non era preciso, così ho aspettato che l’ospedale San Matteo di Pavia iniziasse a fare i prelievi e ho chiesto di sottopormi perché sapevo già di essere immune e guarita per ulteriore certezza».

Donazione di plasma

Non solo. «Mi è stato fatto il test necessario per poter donare il plasma per poter salvare vite umane. Ho gli anticorpi IgG neutralizzanti altissimi (150) quindi posso farlo, naturalmente dopo essere stata sottoposta a tampone (risultato negativo) . Mi sembra una cosa bellissima. Potrò forse con il mio sangue salvare dei malati di Codiv-19 , come sta accadendo al San Matteo dove ho fatto le analisi e dove donerò il sangue. Farò lo stesso anche all’ospedale di Mantova che segue lo stesso protocollo».