Alessandra Bruno muore dopo due giorni di agonia. Aggravata l’accusa per il marito
La 49enne di Misterbianco è deceduta in ospedale a Catania a causa dei colpi di martello alla testa. Il marito, Salvatore Mallamo (53 anni), resta in carcere
Alessandra Bruno muore dopo due giorni di agonia. Aggravata l’accusa per il marito. La 49enne di Misterbianco è deceduta in ospedale a Catania a causa dei colpi di martello alla testa. Il marito, Salvatore Mallamo (53 anni), resta in carcere.
Si sono spente le ultime speranze di salvare la donna brutalmente aggredita nel catanese: la gravità delle lesioni riportate si è rivelata purtroppo irreversibile, trasformando l’inchiesta giudiziaria in un caso di omicidio volontario aggravato.
Dopo due giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi Centro di Catania, è deceduta ieri Alessandra Bruno, la donna di 49 anni originaria di Misterbianco. L’aggressione, consumatasi all’interno dell’abitazione familiare, non le ha lasciato scampo.
Il brutale pestaggio e l’allarme lanciato dalla figlia
La ricostruzione dell’aggressione, avvenuta nel popoloso rione Belsito di Misterbianco, delinea contorni di estrema drammaticità. Secondo quanto accertato dagli inquirenti della Procura di Catania, Alessandra Bruno è stata picchiata violentemente dal consorte al culmine dell’ennesima lite.
L’uomo l’ha colpita ripetutamente alla testa utilizzando un corpo contundente identificato dagli investigatori in un martello. A dare l’allarme al numero unico delle emergenze 112 è stata una delle figlie della coppia.
La ragazza, rientrando in stanza o muovendosi per casa, ha trovato la madre riversa sul pavimento in una pozza di sangue, con una profonda e vistosa ferita al cranio.
La coppia ha quattro figli (due maggiorenni e due minorenni); i carabinieri stanno accertando quanti fossero presenti nell’immobile, anche se dalle prime deposizioni nessuno sembrerebbe aver assistito direttamente alla fase dei colpi.
L’arresto del marito e la svolta giudiziaria
L’aggressore è stato bloccato immediatamente dai militari dell’Arma prima che potesse far perdere le proprie tracce o inquinare le prove. In manette è finito il marito, Salvatore Mallamo, di 53 anni. L’uomo è stato trasferito in caserma e poi associato alla struttura carceraria della provincia etnea.
Nella mattinata di domenica 31 maggio, Mallamo è comparso davanti al Giudice per le Indagini Preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Il GIP, accogliendo in toto le istanze della Procura, ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere.
Fino a ieri mattina il fascicolo d’indagine era rubricato come tentato omicidio. Con il decesso della quarantanovenne avvenuto all’ospedale Garibaldi, la procuratrice aggiunta Liliana Todaro (coordinatrice dell’area fasce deboli) e la sostituta Valentina Margio hanno modificato il capo d’imputazione, contestando formalmente a Mallamo il reato di femminicidio (omicidio volontario con l’aggravante del vincolo coniugale).