Riposto: lite fratricida in pescheria, 61enne inseguito e ucciso a colpi di mannaia
Il dramma si è consumato all'interno della pescheria di famiglia e si è concluso sulla strada. Due passanti sono intervenuti coraggiosamente per bloccare l'aggressore e sono rimasti feriti
Riposto: lite fratricida in pescheria, 61enne inseguito e ucciso a colpi di mannaia. Il dramma si è consumato all’interno della pescheria di famiglia e si è concluso sulla strada. Due passanti sono intervenuti coraggiosamente per bloccare l’aggressore e sono rimasti feriti.
Un atroce fatto di sangue ha sconvolto la mattinata di oggi, sabato 11 luglio 2026, la comunità di Riposto, centro marinaro della riviera ionica in provincia di Catania.
Al culmine di una violenta discussione legata a vecchi rancori mai sopiti, un commerciante ittico di 63 anni, Giovanni Guarrera, ha aggredito e ucciso il fratello minore, Lino Guarrera di 61 anni, colpendolo ripetutamente con una mannaia da macellaio.
La tragedia si è consumata sotto gli occhi terrorizzati di numerosi passanti e turisti che in quel momento affollavano la frequentata zona del lungomare Pantano.
L’aggressione nel locale e la fuga disperata sul lungomare
I due fratelli, entrambi noti in città come storici rivenditori di pesce, condividevano da tempo la gestione dell’attività commerciale ma, secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, i rapporti interpersonali erano da anni logorati da duri contrasti pregressi di natura economica e familiare.
Nelle prime ore della mattina, all’interno del locale, tra i due è scoppiato l’ennesimo alterco, che è degenerato in pochi istanti. Giovanni Guarrera ha improvvisamente afferrato una pesante mannaia da lavoro posizionata sul bancone, scagliandosi contro il fratello.
Lino Guarrera, già ferito, ha tentato una disperata fuga all’esterno dell’attività commerciale, correndo a piedi lungo il marciapiede del lungomare per sfuggire alla furia del congiunto. Il sessantatreenne lo ha però rincorso, raggiunto e colpito nuovamente con inaudita violenza, lasciandolo a terra in una pozza di sangue.
L’eroico intervento dei passanti e l’arresto
La drammatica sequenza ha spinto alcuni testimoni ad agire per evitare il massacro. Due passanti sono intervenuti con coraggio per disarmare l’aggressore, ingaggiando una colluttazione con il sessantatreenne: nel tentativo di strappargli l’arma dalle mani, entrambi sono rimasti feriti, fortunatamente in modo non grave.
Nel giro di pochi minuti sono confluiti sul posto i Carabinieri della stazione di Riposto e della compagnia di Giarre, che hanno bloccato e immobilizzato Giovanni Guarrera, evitando il linciaggio e traducendolo immediatamente in caserma.
Poco dopo è giunta l’ambulanza del 118 che ha caricato Lino Guarrera in condizioni disperate; l’uomo è deceduto pochi minuti dopo l’arrivo al pronto soccorso a causa delle profonde lesioni vascolari riportate.
L’omicida si trova ora in stato di arresto a disposizione del sostituto procuratore di turno della Procura di Catania, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.