Antonietta Cammarano in ruolo nella scuola a 67 anni

La favola della maestra della scuola dell'infanzia di Centola, in provincia di Salerno. La prima supplenza nel 1978, poi una vita da precaria tra le aule del Cilento

Redazione
Antonietta Cammarano in ruolo nella scuola a 67 anni
Antonietta Cammarano

Antonietta Cammarano in ruolo nella scuola a 67 anni . La favola della maestra della scuola dell’infanzia di Centola, in provincia di Salerno. La prima supplenza nel 1978, poi una vita da precaria tra le aule del Cilento.

Ci sono telefonate che valgono una vita intera, capaci di cancellare in un istante decenni di precariato, sveglie all’alba e valigie sempre pronte per una nuova destinazione.

Lo sa bene Antonietta Cammarano, maestra della scuola dell’infanzia di Centola (Salerno), che in un caldo pomeriggio di luglio ha visto trasformarsi quasi mezzo secolo di attesa in lacrime di pura commozione.

L’Ufficio Scolastico l’ha individuata per l’immissione in ruolo. Un traguardo storico e quasi paradossale nei tempi: il prossimo 23 settembre 2026 Antonietta compirà infatti 67 anni, l’età anagrafica in cui la stragrande maggioranza dei colleghi firma i documenti per andare in pensione. Lei, invece, varcherà la soglia della scuola per iniziare la sua prima, attesissima e unica stagione da docente di ruolo.

Una vita spesa per la scuola: dal 1978 a oggi

La storia d’amore tra la maestra Antonietta e il mondo della scuola comincia da lontanissimo, precisamente nel 1978, quando ottiene la sua prima supplenza ad appena 18 anni.

Dopo una lunga pausa dedicata alla crescita della sua famiglia e dei suoi figli, Antonietta ha deciso di rimettersi in gioco nel 2017, tornando stabilmente dietro la cattedra dell’infanzia.

Da quel momento è iniziato un lungo pellegrinaggio che l’ha portata ad attraversare in lungo e in largo le strade del Cilento. Anni intensi trascorsi a fare la spola tra i plessi di Vallo della Lucania, Camerota, Pisciotta e, infine, Centola.

Un cammino scandito dallo stesso identico rituale: l’ansia delle nomine a settembre, la gioia dell’incontro con i bambini, i saluti di giugno e l’incertezza per il futuro nei mesi estivi.

Ora, ad attenderla, ci sarà persino il canonico anno di formazione e prova previsto dal Ministero dell’Istruzione per tutti i neoassunti. Un adempimento burocratico che la maestra accoglie con ironia e un pizzico di orgoglio: «L’anno di prova? Credo proprio di averlo affrontato e superato per una vita intera sul campo».

Un solo anno da titolare, ma il sogno è realizzato

Il desiderio di Antonietta è quello di poter rimanere a Centola, la comunità scolastica che negli ultimi tempi l’ha accolta e in cui oggi si sente a casa. «Quando mi hanno comunicato la notizia al telefono mi sono emozionata tantissimo», racconta commossa. «Ad essere sincera, non pensavo più che questo momento sarebbe arrivato davvero. È una soddisfazione personale enorme, indescrivibile».

Davanti a sé avrà dodici mesi da docente di ruolo prima di congedarsi per raggiunti limiti di età. Un solo anno scolastico blindato dal contratto a tempo indeterminato, arrivato dopo ben 48 anni dal suo primo ingresso in classe.

Per i suoi piccoli alunni tutto questo non cambierà nulla: per loro rimarrà sempre e soltanto la “maestra”. Per Antonietta, invece, quella telefonata estiva rappresenta il sigillo perfetto su un sogno che, nonostante la burocrazia e il tempo che passa, non ha mai avuto intenzione di abbandonare.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR