Attentato a Sigfrido Ranucci: Valter Lavitola indagato come presunto mandante

Svolta nella maxi-inchiesta della Dda di Roma sul fallito agguato al giornalista di Report. Perquisita l'abitazione dell'ex editore dell'Avanti!: sequestrati smartphone e pc

Redazione
Attentato a Sigfrido Ranucci: Valter Lavitola indagato come presunto mandante
Attentato a Sigfrido Ranucci: Valter Lavitola indagato come presunto mandante

Attentato a Sigfrido Ranucci: Valter Lavitola indagato come presunto mandante. Svolta nella maxi-inchiesta della Dda di Roma sul fallito agguato al giornalista di Report. Perquisita l’abitazione dell’ex editore dell’Avanti!: sequestrati smartphone e pc.

L’inchiesta sull’attentato dinamitardo che ha preso di mira il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, fa registrare un clamoroso salto di qualità investigativo.

Nel registro degli indagati della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Roma è infatti iscritto il nome di Valter Lavitola, 60 anni, imprenditore ed ex giornalista-editore.

L’ipotesi di reato formulata dai magistrati inquirenti è pesante: Lavitola viene indicato come il sospetto mandante dell’attacco esplosivo che ha sconvolto la frazione litoranea di Torvaianica (Pomezia) la sera del 16 ottobre 2025.

Perquisizioni a tappeto e sequestro dei dispositivi informatici

Su mandato restrittivo della Procura capitolina, i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma e di Frascati hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione locale e personale a carico di Lavitola:

Gli uomini dell’Arma hanno posto sotto sequestro giudiziario lo smartphone personale, i tablet e il computer desktop in uso all’imprenditore salernitano.

Tutto il materiale informatico e telematico raccolto verrà ora sottoposto a una profonda perizia tecnica da parte dei periti forensi della Dda. L’obiettivo primario è rintracciare messaggi, email, tabulati telefonici o transazioni finanziarie che possano confermare o smentire i contatti diretti tra l’ex editore e la manovalanza criminale.

L’accusa di metodo mafioso e il pool di magistrati

Il coinvolgimento di Lavitola si inserisce in un quadro investigativo già parzialmente delineato: nei giorni scorsi, infatti, i Carabinieri avevano già tratto in arresto quattro persone, ritenute a vario titolo gli esecutori materiali e i custodi dell’ordigno utilizzato a Torvaianica.

L’inchiesta, coordinata in prima persona dal Procuratore Capo di Roma Francesco Lo Voi, insieme ai sostituti procuratori Carlo Villani (recentemente nominato Procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis, contesta a Lavitola e ai quattro arrestati i reati, in concorso, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia aggravata e danneggiamento.

Tutti i reati risultano pesantemente aggravati dal metodo mafioso. Resta ancora del tutto da chiarire il movente scatenante alla base del disegno criminoso.

Chi è Valter Lavitola: una vita tra editoria e vicende giudiziarie

Nato a Salerno nel 1966 e laureato in Scienze Politiche, Lavitola vanta una lunga militanza politica giovanile nelle fila del Partito Socialista Italiano di stampo craxiano.

La notorietà nazionale arrivò nel 1996 quando, tramite la cooperativa editoriale International Press, ridiede vita alle pubblicazioni del quotidiano L’Avanti!, riprendendo i loghi storici della testata socialista.

Negli ultimi vent’anni, la figura dell’imprenditore è rimasta più volte coinvolta in complesse trame giudiziarie e inchieste internazionali di alto profilo della magistratura italiana.

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