Avellino: muore per un incidente sul lavoro a 26 anni, la figlia nasce il giorno dopo
Il giovane del Bangladesh è deceduto al Moscati dopo l'infortunio sulla giostra a Lioni. Stamattina il parto della moglie. La parrocchia: "La piccola si chiamerà Fatima"
Avellino: muore per un incidente sul lavoro a 26 anni, la figlia nasce il giorno dopo. Il giovane del Bangladesh è deceduto al Moscati dopo l’infortunio sulla giostra a Lioni. Stamattina il parto della moglie. La parrocchia: “La piccola si chiamerà Fatima”.
Una storia di immenso dolore e, al tempo stesso, di straordinaria e commovente speranza giunge dall’Irpinia. Una vicenda in cui i confini della vita e della morte si sono incrociati in modo drammatico nel giro di appena ventiquattro ore, unendo l’allarme nazionale sulle morti bianche a una catena di profonda solidarietà comunitaria.
Il protagonista di questo destino speculare si chiamava Sakil, un giovane operaio di 26 anni originario del Bangladesh. Il ragazzo è deceduto all’ospedale Moscati di Avellino dopo giorni di agonia. Ieri mattina, a migliaia di chilometri di distanza, nel suo paese natale, la moglie ha dato alla luce la loro primogenita.
L’infortunio mortale sulla giostra a Lioni
Il dramma lavorativo si era consumato nei giorni scorsi nel comune di Lioni, dove l’operaio era impegnato nelle operazioni di allestimento di un’area spettacoli.
Il ventiseienne stava effettuando le verifiche tecniche di collaudo e funzionamento di una giostra che la sua ditta stava installando nel centro irpino. Per cause al vaglio degli ispettori del lavoro, il giovane è rimasto agganciato o colpito dai meccanismi in movimento, riportando traumi gravissimi al cranio e al torace.
Soccorso d’urgenza, Sakil era stato trasportato a sirene spiegate all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e ricoverato nel reparto di rianimazione.
Nonostante i tentativi disperati dei medici di stabilizzare il quadro clinico, le lesioni interne si sono rivelate fatali, portando ieri pomeriggio al tragico epilogo.
La nascita in Bangladesh e il nome “Fatima”
Mentre la comunità di Lioni piangeva la scomparsa del giovane lavoratore, stamattina dal Bangladesh è arrivata una telefonata che ha cambiato il segno della cronaca.
Un cugino di Sakil, residente in Italia, ha contattato don Gelsomino Spatola, parroco di Lioni, per comunicargli che la moglie dell’operaio aveva appena dato alla luce una bambina sana.
Su suggerimento dello stesso sacerdote, la neonata verrà battezzata con il nome di Fatima. Si tratta di una scelta dal profondo valore simbolico, poiché la figura di Fatima (figlia del profeta Maometto nella tradizione islamica, e legata alle apparizioni mariane in quella cristiana) rappresenta un ponte spirituale e culturale tra la fede della famiglia asiatica e la comunità cattolica che li ha accolti.