Bagnoli: alunno porta in classe un coltello e aggredisce i compagni
La denuncia dei genitori all'istituto comprensivo: «I nostri figli hanno l'ansia prima di entrare». Armi sequestrate dalla dirigenza, ma le famiglie chiedono l'intervento delle forze dell'ordine
Bagnoli: alunno porta in classe un coltello e aggredisce i compagni. La denuncia dei genitori all’istituto comprensivo: «I nostri figli hanno l’ansia prima di entrare». Armi sequestrate dalla dirigenza, ma le famiglie chiedono l’intervento delle forze dell’ordine.
A Bagnoli, quartiere della periferia occidentale di Napoli, è esplosa la protesta e la forte preoccupazione dei genitori degli alunni di un istituto comprensivo statale.
Un alunno si è presentato in classe armato di un grosso coltello da cucina e di un taglierino, rendendosi protagonista di ripetute aggressioni fisiche ai danni dei compagni e gettando l’intera classe in uno stato di profonda prostrazione psicologica.
L’escalation di violenza: coltelli, taglierini e aggressioni fisiche
La vicenda, che era rimasta confinata all’interno dei corridoi dell’istituto per diversi giorni, è emersa in tutta la sua gravità dopo che una coppia di genitori ha deciso di rompere il muro del silenzio, esasperata dall’incolumità violata dei propri figli.
Secondo quanto denunciato, l’alunno — un bambino che frequenta le classi dell’obbligo dell’istituto statale — è riuscito a eludere i controlli introducendo nell’aula un grosso coltello da cucina e un taglierino multiuso.
Gli oggetti atti a offendere sono stati successivamente individuati e sequestrati dal personale scolastico, che ha provveduto a blindarli in direzione.
La presenza delle armi bianche rappresenta solo il culmine di una condotta fortemente aggressiva e reiterata nel tempo. L’alunno si sarebbe reso protagonista di frequenti e violenti alterchi con i coetanei, provocando danni fisici evidenti.
In un’occasione specifica, il bambino ha aggredito un compagno di classe sferrandogli un violento morso al braccio, causandogli un vistoso e profondo ematoma che ha necessitato di cure.
Lo choc psicologico dei minori e la richiesta di trasparenza
A muovere la protesta formale delle famiglie è soprattutto l’impatto emotivo che questa situazione sta avendo sulla quotidianità dei bambini, costretti a convivere con la paura dell’aggressione.
I genitori hanno evidenziato come il proprio figlio e molti altri compagni di classe stiano manifestando profondi stati d’ansia, attacchi di panico e riluttanza ogni mattina al momento di varcare la soglia della scuola.
Le famiglie hanno presentato una denuncia formale scritta e firmata, consegnandola direttamente nelle mani della dirigente scolastica. Tuttavia, i firmatari denunciano una mancanza di comunicazione trasparente da parte del vertice dell’istituto.
L’unica rassicurazione ricevuta riguarda l’avvenuto sequestro del coltello e del cutter, mentre non è dato sapere se della gravissima situazione siano state formalmente edotte le forze dell’ordine (Polizia di Stato o Carabinieri) e i servizi sociali per i minori.