Bologna, malore in auto davanti al posto di lavoro: muore guardia giurata di 55 anni
La tragedia in piazza Re Enzo. Il sindacato USB attacca sul rischio microclimatico nei luoghi di lavoro
Bologna, malore in auto davanti al posto di lavoro: muore guardia giurata di 55 anni. La tragedia in piazza Re Enzo. Il sindacato USB attacca sul rischio microclimatico nei luoghi di lavoro.
Un tragico malore si è consumato nella mattinata di ieri, lunedì 3 agosto 2026, nel pieno centro di Bologna. Una guardia giurata di 55 anni, dipendente della ditta Mes Security, ha perso la vita dopo sentirsi male all’interno della propria vettura di servizio parcheggiata in piazza Re Enzo.
L’uomo, impegnato nel servizio di vigilanza a tutela di una vicina gioielleria, è stato prontamente soccorso dai sanitari del $118$ e trasportato d’urgenza al Policlinico Sant’Orsola, dove purtroppo è deceduto poco dopo il ricovero.
L’intervento delle forze dell’ordine e la gestione dell’arma
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato per effettuare le prime verifiche di rito. Come da prassi nei casi che coinvolgono guardie particolari giurate in servizio, i poliziotti hanno preso in consegna la pistola d’ordinanza del 55enne, poi affidata a un collega della stessa azienda di vigilanza.
La denuncia del sindacato USB: “Basta derubricare a fatalità”
La vicenda ha scatenato la dura reazione dell’Unione Sindacale di Base (USB), che accende i riflettori sui pericoli legati alle temperature estreme e all’ondata di calore in corso.
“Non si può morire di lavoro e di caldo. Il rischio microclimatico non è un inconveniente stagionale, ma un pericolo mortale che va regolamentato e sanzionato”, si legge nella nota ufficiale.
Il sindacato evidenzia che “derubricare sistematicamente questi eventi a mere ‘fatalità’ o a ‘patologie pregresse’ significa deresponsabilizzare chi ha il dovere giuridico di tutelare chi lavora”, pur rimanendo in attesa dei riscontri medico-legali sulle cause del decesso.
USB chiede interventi drastici per tutti i settori esposti al grande caldo, richiamando anche le denunce già sollevate per i lavoratori dei centri estivi comunali, per i rider e per i portalettere di Poste Italiane.