Catastrofe tra Nepal e Tibet, alluvione devasta il confine: oltre 330 morti e 1.300 dispersi, in corso verifiche su tre italiani
Emergenza al confine tra Nepal e Cina. Allarme idrologico in Tibet per un lago di sbarramento
Catastrofe tra Nepal e Tibet, alluvione devasta il confine: oltre 330 morti e 1.300 dispersi, in corso verifiche su tre italiani. Emergenza al confine tra Nepal e Cina. Allarme idrologico in Tibet per un lago di sbarramento.
Un’imponente alluvione lampo, causata dal crollo di un ghiacciaio e da una conseguente frana di fango al confine tra Nepal e la Regione Autonoma del Tibet, ha causato una tragedia di proporzioni devastanti.
Il bilancio provvisorio congiunto parla di oltre 330 vittime accertate e circa 1.300 persone disperse, tra cui centinaia di turisti stranieri che popolavano le aree escursionistiche e di confine.
L’Ente Nazionale del Turismo del Nepal ha inserito due cittadini italiani nella lista dei turisti stranieri irreperibili; la Farnesina e l’Unità di Crisi sono al lavoro con il personale consolare e le autorità locali per verificare la situazione e prestare la dovuta assistenza ai connazionali nell’area.
I numeri del disastro e la situazione dei turisti stranieri
In Nepal le salme recuperate superano le 160 (con impatti gravissimi nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading, Chitwan e Gorkha), mentre sul versante tibetano, nella zona del porto di Gyirong, si contano almeno tre vittime confermate.
Tra le oltre 1.300 persone di cui si sono perse le tracce, si contano 517 turisti stranieri nel solo versante nepalese (oltre a centinaia di altri sul versante cinese di Gyirong). Oltre agli italiani, la lista comprende cittadini statunitensi, ucraini, britannici, australiani, canadesi e di diversi paesi europei ed asiatici.
Il Ministero degli Esteri segue da vicino l’evoluzione dei soccorsi per tutelare i connazionali presenti nella regione. È Marco Ratto uno dei tre italiani dispersi dopo le devastanti inondazioni. L’uomo è il titolare di un’oreficeria a Rapallo.
Oltre a Ratto, c’è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal di cui non si hanno più notizie. La Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell’agenzia e non c’è ancora conferma che abbiano attraversato il valico.
Ci sono anche due italiani tra i 27 turisti stranieri finora tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, colpite da una devastante alluvione improvvisa. I nomi dei due italiani, confermati dalla Farnesina, sono Valentina Piccinini e Stefano Lotumol.
I dati diffusi da parte nepalese, informa il ministero degli Affari Esteri, si basano sulle informazioni condivise dai tour operator e possono risultare imprecisi e non tenere conto di chi non ha attraversato.
L’allarme idrologico per una nuova piena in Tibet
A monte del valico di confine si è formato un bacino idrico naturale precario a causa della gigantesca frana che ha ostruito i corsi d’acqua Purepu Tsangpo e Chhochen.
Il Ministero delle Risorse Idriche cinese ha inviato squadre d’emergenza dotate di droni per monitorare la tenuta della diga naturale, temendo un’ulteriore e devastante onda di piena verso i centri abitati nepalesi a valle.