Como: è la brillante ingegnere Claudia D’Amario la donna trovata morta
Identificata la vittima di via Borsieri. L'ingegnere chimico non dava notizie da giovedì. Trovate ecchimosi sul collo e una sostanza sospetta in cucina
Como: è la brillante ingegnere Claudia D’Amario la donna trovata morta. Identificata la vittima di via Borsieri. L’ingegnere chimico non dava notizie da giovedì. Trovate ecchimosi sul collo e una sostanza sospetta in cucina.
Ha un nome e un volto la giovane donna trovata priva di vita nel primo pomeriggio di ieri nella sua abitazione al civico 2 di via Borsieri, nel centro di Como. Si chiamava Claudia D’Amario, aveva 35 anni e lavorava come ingegnere chimico a Lugano, in Svizzera.
La tragica scoperta è avvenuta intorno alle 14.00, quando il fidanzato -residente a Milano- si è recato presso l’appartamento della donna insieme a due colleghi di lavoro della trentacinquenne, allarmati dal prolungato e insolito silenzio da parte della giovane.
La scoperta del corpo e le anomalie sulla scena
La giovane non dava notizie di sé da giovedì e non si era presentata al lavoro, un comportamento del tutto atipico che ha spinto i conoscenti a verificare di persona.
Claudia D’Amario è stata trovata distesa sul letto, ancora vestita. I sanitari del 118, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, collocabile con ogni probabilità alla giornata di giovedì.
A un primo esame esterno della salma sarebbero emerse ecchimosi sul collo, elemento che mantiene apertissima la pista del soffocamento o del coinvolgimento di terze persone.
Durante la perquisizione dell’immobile, gli agenti della Scientifica hanno individuato in cucina una sostanza chimica non idonea all’uso domestico/alimentare, attualmente sottoposta ad analisi di laboratorio per definirne la composizione.
Interrogatori e autopsia: tutte le ipotesi aperte
Gli investigatori della Squadra Mobile di Como stanno lavorando a 360 gradi per ricostruire le ultime ore di vita della donna e chiarire ogni ombra sulla vicenda.
Nella giornata di ieri gli inquirenti hanno interrogato il fidanzato, i due colleghi (tra cui la migliore amica della vittima) e altre conoscenti per verificare lo stato emotivo della donna, eventuali tensioni o elementi critici emersi di recente.
Il Pubblico Ministero ha disposto l’esame autoptico e gli esami tossicologici. Gli esiti saranno fondamentali per stabilire se si sia trattato di un gesto volontario, di un malore improvviso o di una morte violenta per mano altrui.