Doppia tragedia a Firenze: due operatori ecologici muoiono durante il turno di raccolta
A Barberino del Mugello perde la vita un operaio di 55 anni, poche ore dopo un secondo decesso a Bagno a Ripoli
Doppia tragedia a Firenze: due operatori ecologici muoiono durante il turno di raccolta. A Barberino del Mugello perde la vita un operaio di 55 anni, poche ore dopo un secondo decesso a Bagno a Ripoli.
Un doppio dramma sul lavoro, consumatosi nel giro di pochissime ore e all’interno dello stesso settore operativo, stringe in una morsa di dolore e polemiche la provincia di Firenze.
Due operatori ecologici, addetti alla raccolta dei rifiuti per conto di ditte in appalto, sono stati trovati privi di vita durante lo svolgimento del proprio turno di servizio in due diversi comuni del territorio.
Mentre la Procura della Repubblica di Firenze ha avviato gli accertamenti di rito, la concomitanza dei decessi accende i riflettori sull’ondata di caldo estremo che sta sferzando la Toscana, sollevando pesanti interrogativi sulla sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature.
I due drammi: Barberino del Mugello e Bagno a Ripoli
I decessi sono avvenuti a breve distanza temporale l’uno dall’altro nella giornata di giovedì 16 luglio 2026. A Barberino del Mugello, in via del Lavoro, un operaio di 55 anni è stato trovato riverso a terra, ormai privo di vita, accanto al mezzo di servizio aziendale.
L’uomo stava effettuando la raccolta porta a porta quando è stato colto da un malore fulmineo. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. I Carabinieri, giunti per i rilievi, hanno escluso segni di violenza sul corpo.
Poche ore più tardi, a Bagno a Ripoli, un secondo operatore di appena 42 anni è stato trovato morto con modalità analoghe, sempre mentre si trovava in servizio per la raccolta dei rifiuti.
Entrambi i lavoratori erano dipendenti di due diverse società terze che operano in regime di appalto per conto di Alia Plures, la multiutility che gestisce i servizi ambientali nell’area metropolitana fiorentina.
Il “Protocollo Caldo” e la protesta dei sindacati
Alia ha espresso immediato e profondo cordoglio per la scomparsa dei due lavoratori, stringendosi attorno alle famiglie e ai colleghi, pur invitando alla cautela: «Ogni ricostruzione causale sarebbe prematura fino alla conclusione degli accertamenti medici ufficiali».
L’azienda ha inoltre ricordato che dal 15 giugno è attivo il proprio “Protocollo Caldo” (valido fino al 30 agosto), che prevede la rimodulazione dei turni d’ufficio, lo spostamento in fascia serale della raccolta porta a porta, la riorganizzazione dello spazzamento manuale e la distribuzione di integratori e acqua salina, sottolineando di aver invitato anche le ditte appaltatrici a uniformarsi a tali misure.
La tragedia ha però scatenato l’immediata reazione della Fp Cgil di Firenze, che esige risposte chiare e urgenti. «Pur restando in attesa dei responsi medico-legali per stabilire l’esatto ruolo del picco climatico, è fondamentale e non più rimandabile rafforzare le tutele reali per chi lavora all’aperto sotto il sole cocente.
Chiediamo che i protocolli di protezione contro il rischio da calore vengano estesi obbligatoriamente e rigidamente a tutto il sistema dei subappalti, dove spesso le tutele rischiano di allentarsi».