È morto il ‘Comandante Alfa’, leggendario fondatore del GIS dei Carabinieri: aveva 75 anni
Nato a Castelvetrano nel 1951, fu tra i protagonisti di operazioni storiche come la liberazione del supercarcere di Trani
È morto il ‘Comandante Alfa‘, leggendario fondatore del GIS dei Carabinieri: aveva 75 anni. Nato a Castelvetrano nel 1951, fu tra i protagonisti di operazioni storiche come la liberazione del supercarcere di Trani.
L’Arma dei Carabinieri e l’Italia intera dicono addio a uno dei suoi servitori più iconici, coraggiosi e rappresentativi. È morto all’età di 75 anni il ‘Comandante Alfa’, storico luogotenente dell’Arma e tra i fondatori primari del GIS (Gruppo di Intervento Speciale), il reparto d’élite dell’Arma nato nel 1978 per contrastare l’emergenza terroristica e gestire le situazioni ad alto rischio.
A dare il triste annuncio è stata la pagina Facebook a lui dedicata, attraverso un commosso messaggio rivolto agli sterminati estimatori che ne hanno seguito le gesta sia in servizio sia negli anni dedicati alla divulgazione dei valori dell’Arma.
«Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo Speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo. Vi chiediamo di rispettare questo momento di lutto con discrezione e sensibilità.»
Dalla Sicilia alle missioni ad alto rischio: la storia di un mito
Nato a Castelvetrano, in provincia di Trapani, nel 1951, il Comandante Alfa ha dedicato l’intera esistenza al servizio dello Stato, scegliendo per decenni di operare nel più totale anonimato per tutelare la propria sicurezza e quella dei suoi cari dietro l’inseparabile mefisto nero:
Nel 1978 fu tra i pochissimi scelti che diedero vita alle “Teste di Cuoio” dell’Arma, reparto d’incursione ad altissima specializzazione tattica e militare.
Nel corso di una carriera straordinaria e decorata con i massimi riconoscimenti civili e militari, il luogotenente è stato in prima linea in interventi cruciali della storia d’Italia.
Tra le più celebri, la risposta fulminea per sedare la rivolta all’interno del supercarcere di Trani nel 1980, oltre ad altissime missioni per la liberazione di ostaggi e scenari internazionali nei teatri di guerra.
L’eredità umana e il cordoglio delle istituzioni
Dopo il congedo dal servizio attivo, il Comandante Alfa aveva intrapreso un’intensa attività editoriale e di conferenziere, scrivendo diversi libri di successo per raccontare -sempre preservando i segreti militari e l’identità personale- l’addestramento, il senso del dovere, l’abnegazione e il valore del lavoro di squadra.
La notizia del suo decesso ha suscitato un’ondata irrefrenabile di messaggi di cordoglio da parte di rappresentanti del Governo, dei vertici del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, colleghi, ex paracadutisti e semplici cittadini, che vedono in lui l’incarnazione di un modello incrollabile di fedeltà alle istituzioni repubblicane.