ESCLUSIVO | Caso Patrizia Monteleone, spunta il mondo della cartomanzia sui social: un nuovo elemento da approfondire?

Dalla morte nella piscina di Buccinigo ai profili social della figlia Eleonora

Redazione
ESCLUSIVO | Caso Patrizia Monteleone, spunta il mondo della cartomanzia sui social: un nuovo elemento da approfondire?

ESCLUSIVO | Caso Patrizia Monteleone, spunta il mondo della cartomanzia sui social: un nuovo elemento da approfondire? Dalla morte nella piscina di Buccinigo ai profili social della figlia Eleonora: una nuova pista giornalistica da verificare mentre restano aperti gli interrogativi sulle ultime ore della 64enne. Ma esiste un collegamento con l’inchiesta? Al momento non ci sono riscontri che lo dimostrino.

ERBA (CO) — Ci sono morti che lasciano domande destinate a durare nel tempo. E poi ci sono vicende in cui ogni dettaglio sembra riportare al punto di partenza, a quei minuti che nessuno è ancora riuscito a ricostruire fino in fondo.

È il caso di Patrizia Monteleone, la donna di 64 anni trovata senza vita nella piscina della villetta di Buccinigo, frazione di Erba, il 27 settembre scorso.

Una tragedia sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce e che continua a sollevare interrogativi, soprattutto sulla dinamica che ha portato la donna, affetta da una grave disabilità motoria, a finire in acqua.

Nel precedente approfondimento avevamo già richiamato alcuni contenuti pubblici attribuiti a Eleonora, tra cui un episodio risalente a circa due anni prima della tragedia, relativo a una bambola alla quale la donna avrebbe associato strani rumori nell’abitazione e presunti effetti negativi sulla salute, citando tra le persone coinvolte anche la madre Patrizia.

Si tratta di affermazioni riportate sui social, delle quali non risultano accertati collegamenti con la morte della 64enne. Oggi, mentre l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti e sull’ evoluzione degli sviluppi da parte della Procura, da parte di un nostro attento e minuzioso lavoro di ricerca giornalistica/redazionale emerge un nuovo elemento dalla ricognizione dei contenuti pubblici sui social riconducibili alla figlia Eleonora.

Secondo quanto abbiamo appreso e deciso di dare rilevanza tocca un canale del tutto inaspettato e decisamente anche un po’ suggestivo, la donna avrebbe svolto attività di cartomante attraverso i social network.

Un dettaglio che merita di essere verificato e contestualizzato. Ma che cosa significa davvero? E, soprattutto, esiste un motivo concreto per ritenerlo rilevante nella ricostruzione della morte di Patrizia?

Al momento non risultano elementi verificati che consentano di collegare l’attività di cartomanzia alla tragedia di Buccinigo. La sua eventuale esistenza, da sola, non costituisce un indizio di reato né permette di ipotizzare responsabilità.

La domanda giornalisticamente rilevante è un’altra: ci sono contenuti, messaggi o circostanze documentabili che possano contribuire a ricostruire il contesto familiare e gli ultimi giorni di vita di Patrizia? Per rispondere servono documenti, riscontri indipendenti e verifiche, non supposizioni.

Il cuore della vicenda resta sulla scena della tragedia

Come riportato nei giorni successivi al decesso, l’autopsia avrebbe confermato la morte per annegamento, senza evidenti segni di violenza. Gli accertamenti, tuttavia, non hanno risolto il dubbio fondamentale: come sia arrivata la donna fino alla piscina.

A rendere particolarmente delicata la ricostruzione è la carrozzina, trovata bagnata a bordo vasca. Un elemento sul quale si sono concentrati anche i successivi sopralluoghi degli investigatori, impegnati a verificare la dinamica dell’accaduto e la possibilità che Patrizia abbia raggiunto autonomamente il giardino.

Sono circostanze concrete, sulle quali gli accertamenti tecnici possono fare la differenza. È da qui che occorre partire per distinguere una caduta accidentale da eventuali scenari alternativi.

Nei giorni immediatamente successivi alla morte, Eleonora aveva pubblicato sui social un messaggio nel quale lasciava aperta la possibilità che la madre fosse morta per un incidente oppure per l’intervento di qualcun altro.

Una dichiarazione che ha contribuito ad alimentare l’attenzione pubblica sul caso, ma che non rappresenta di per sé la prova di un delitto.
Nel precedente approfondimento avevamo inoltre riportato una telefonata attribuita alla figlia da una conoscente della famiglia. Anche questa circostanza, per assumere un eventuale valore investigativo, richiede verifiche e riscontri autonomi.

Ora, la segnalazione relativa all’attività di cartomante sui social aggiunge un ulteriore aspetto da documentare, senza che sia possibile stabilire, allo stato delle informazioni disponibili, se abbia una qualche attinenza con la morte della madre.

La tentazione, davanti a una vicenda così complessa, è quella di mettere in relazione ogni particolare e cercare una spiegazione complessiva. Ma un’inchiesta seria deve anche saper distinguere ciò che è documentato da ciò che resta soltanto una possibilità.

L’attività sui social attribuita a Eleonora potrebbe essere descritta come un elemento della sua presenza pubblica, qualora ne venissero accertati modalità e contenuti. Per definirla una pista investigativa, invece, sarebbe necessario individuare un collegamento concreto con i fatti oggetto dell’indagine.

Non basta un profilo social. Non basta una dichiarazione riferita da terzi. E non basta che una morte resti avvolta da interrogativi per trasformare una circostanza personale in un sospetto.

Questa nostra nuova segnalazione scovata sui social merita una verifica documentale, ma non deve distogliere l’attenzione dagli elementi materiali della vicenda. Saranno gli eventuali riscontri, e non le suggestioni, a stabilire se vi sia qualcosa di utile per l’inchiesta.

Perché, nel caso di Patrizia Monteleone, il vero scoop non sarà trovare un dettaglio capace di fare rumore, ma individuare quello che potrà finalmente contribuire a fare chiarezza.

Vanessa Miceli

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