Morte Patrizia Monteleone: il mistero oltre la piscina
La telefonata della figlia e i retroscena emersi dai social
Erba (Co) – Una piscina, una carrozzina trovata bagnata a bordo vasca e una morte che, nonostante l’autopsia abbia chiarito la causa del decesso, conserva ancora numerosi interrogativi.
È il caso di Patrizia Monteleone, 64 anni, trovata senza vita nella piscina della villetta di via Riazzolo, a Buccinigo, frazione di Erba, domenica 27 settembre 2026.
L’esame autoptico ha stabilito che la donna è morta per annegamento, senza evidenziare, secondo quanto emerso, chiari segni di violenza. Un punto fermo che tuttavia non chiarisce la domanda principale dell’inchiesta: come è arrivata Patrizia fino alla piscina?
La questione assume particolare rilievo considerando la grave disabilità motoria della donna, che si muoveva con una sedia a rotelle.
Secondo quanto riferito agli investigatori, l’ex marito Carmine Civitillo sarebbe uscito di casa durante la mattinata lasciando Patrizia ancora a letto.
Al suo rientro avrebbe trovato la donna nella piscina e dato l’allarme. I soccorsi, nonostante l’intervento tempestivo, non hanno potuto salvarla. A colpire gli investigatori è stata soprattutto la posizione della carrozzina: fuori dalla piscina, ma bagnata e inclinata in avanti.
Un dettaglio che apre diverse possibilità, nessuna delle quali può essere considerata al momento definitiva. La carrozzina potrebbe essere stata coinvolta nella caduta, oppure spostata durante i tentativi di soccorso.
Resta però da stabilire se Patrizia fosse concretamente in grado di percorrere da sola il tragitto dalla camera da letto al giardino e quindi alla piscina. È proprio la ricostruzione di quei pochi metri a rappresentare uno dei nodi centrali dell’indagine.
Le dichiarazioni della figlia Eleonora
Nel caso sono entrate anche le dichiarazioni della figlia, Eleonora. Dopo la morte della madre, in un messaggio pubblicato sui social mentre chiedeva aiuto per occuparsi degli animali rimasti nell’abitazione, avrebbe scritto che le circostanze della morte erano ancora da comprendere, lasciando aperta anche la possibilità di un coinvolgimento di un’altra persona.
A questa dichiarazione si aggiungerebbe una telefonata riferita da una conoscente della famiglia. Secondo il racconto della donna, Eleonora avrebbe indicato nel padre, Carmine Civitillo, il possibile responsabile della morte della madre.
Si tratta, tuttavia, di una circostanza che deve essere mantenuta sul piano della testimonianza da verificare. Una dichiarazione riferita da una terza persona non costituisce, da sola, una prova e non consente di attribuire responsabilità penali.
Spulciando sui contenuti di un noto social network pubblico riconducibili alla figlia, emerge inoltre un episodio risalente a circa due anni addietro di questa tragedia.
Il mistero della bambola
In un post, Eleonora avrebbe cercato di vendere o cedere una bambola sostenendo che l’oggetto fosse all’origine di strani rumori nella sua abitazione. Secondo il racconto pubblicato nei commenti, dopo che la bambola sarebbe stata portata nella casa del fratello, i rumori avrebbero cessato di manifestarsi nella sua abitazione per comparire in quella del familiare.
La donna avrebbe inoltre attribuito alla bambola presunti effetti negativi sulla salute, indicando tra le persone che, a suo dire, ne sarebbero state colpite proprio la madre Patrizia.
Si tratta di contenuti che possono essere riportati esclusivamente come dichiarazioni pubblicate sui social. Non esiste, allo stato degli elementi verificabili, alcuna prova che colleghi quell’episodio alla morte della 64enne.
Il caso si muove quindi su due piani distinti
Da una parte ci sono gli elementi concreti: il corpo nella piscina, l’annegamento accertato dall’autopsia, la carrozzina bagnata, i sopralluoghi e gli accertamenti degli investigatori.
Dall’altra ci sono le dichiarazioni della figlia, la telefonata riferita dalla conoscente e i vecchi contenuti social, che potranno assumere un valore investigativo soltanto se troveranno riscontri indipendenti.
La domanda centrale resta ancora senza risposta: come è arrivata Patrizia Monteleone alla piscina?
Capire questo significa ricostruire gli ultimi minuti della sua vita e stabilire se quella di Erba sia stata una tragica fatalità oppure se esistano circostanze ulteriori da chiarire.
Per ora, l’unica certezza è l’annegamento. Tutto ciò che è accaduto prima resta affidato agli accertamenti della Procura e degli investigatori.
E in quel tratto apparentemente breve tra la casa e la piscina potrebbe trovarsi la chiave dell’intera vicenda.
Vanessa Miceli