Fabio Visconti si spegne dopo 4 anni di agonia

Orta Nova in lutto per il 36enne aggredito nel 2021 per futili motivi. Oggi i funerali. Il dolore della famiglia e la rabbia degli amici: "Non ha avuto vera giustizia"

Redazione
Fabio Visconti si spegne dopo 4 anni di agonia
Fabio Visconti

Fabio Visconti si spegne dopo 4 anni di agonia. Orta Nova in lutto per il 36enne aggredito nel 2021 per futili motivi. Oggi i funerali. Il dolore della famiglia e la rabbia degli amici: “Non ha avuto vera giustizia”.

La comunità di Orta Nova, nel foggiano, si è riunita nel silenzio straziante della chiesa del SS. Crocifisso. La morte di Fabio Visconti, avvenuta ieri nel giorno della Liberazione dopo quattro anni di un calvario indicibile, rappresenta una delle ferite più profonde e ingiuste della cronaca recente.

Fabio non è morto solo per le lesioni fisiche riportate in quella maledetta sera del 2021; è morto per le conseguenze di una violenza cieca e gratuita che ha trasformato un giovane di 32 anni in un lottatore senza speranza.

Il calvario iniziato nel 2021

La tragedia di Fabio ha radici lontane ma una ferocia attualissima. Il 2 ottobre 2021, davanti a un bar di Orta Nova, una banale discussione degenerò in un pestaggio brutale. Fabio e il fratello gemello furono travolti da calci e pugni da un gruppo di ventenni.

Se il fratello si salvò con ferite lievi, per Fabio iniziò un tunnel di interventi chirurgici e terapie intensive. Le gravissime lesioni al volto non gli hanno mai permesso di tornare alla vita di prima.

La giustizia ha condannato due giovani di Stornara (6 anni e 8 mesi al principale responsabile), ma per chi oggi lo piange, quelle pene non compenseranno mai il vuoto lasciato da una vita spezzata a metà.

L’ultimo saluto

Alle 16:30 di oggi, la famiglia — la mamma Lucia, il papà Vittorio e i fratelli — ha ricevuto l’abbraccio di un intero paese. Le parole affidate ai social dagli amici descrivono Fabio come un ragazzo che ha desiderato “guarire e tornare alla sua vita” fino all’ultimo respiro.

Riflessione finale

Con la morte di Fabio Visconti, il reato per i suoi aggressori potrebbe teoricamente essere riconsiderato, ma nulla restituirà alla madre Lucia il figlio che ha assistito con amore “straordinario” per 1.600 giorni. La sua storia resta un monito contro la banalità del male che si nasconde dietro un pugno di troppo in una sera qualunque.

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