Folle fuga dai Carabinieri in scooter: si schianta contromano e muore a 43 anni. La vittima è il killer ultrà Massimo Ciarelli

Inseguimento da brivido sulla Statale 16 tra le province di Pescara e Teramo: il passeggero cade prima dell'impatto fatale

Redazione
Folle fuga dai Carabinieri in scooter: si schianta contromano e muore a 43 anni. La vittima è il killer ultrà Massimo Ciarelli
Massimo Ciarelli e il luogo dell'incidente

Folle fuga dai Carabinieri in scooter: si schianta contromano e muore a 43 anni. La vittima è il killer ultrà Massimo Ciarelli. Inseguimento da brivido sulla Statale 16 tra le province di Pescara e Teramo: il passeggero cade prima dell’impatto fatale.

Una fuga disperata a tutta velocità a bordo di un potente scooter T-Max 500, culminata in uno schianto frontale contro una gazzella dell’Arma e nel decesso sul colpo del conducente. Si è conclusa così, in modo tragico, la vita di Massimo Ciarelli, 43 anni, noto esponente di origine rom della criminalità pescarese.

Ciarelli era un nome tristemente celebre alle cronache nere nazionali: nel maggio del 2012 si rese responsabile dell’omicidio di Domenico Rigante, storico esponente della tifoseria ultrà del Pescara Calcio, ucciso a colpi di pistola durante una spedizione punitiva.

Per quel delitto Ciarelli era stato condannato in via definitiva a 17 anni di reclusione (dopo lo sconto di pena della Cassazione rispetto ai 30 anni iniziali) e dallo scorso anno beneficiava del regime di semilibertà, con l’obbligo di rientrare in cella ogni sera entro le ore 21:00.

L’inseguimento sulla costa e il passeggero “seminato”

Il drammatico inseguimento si è sviluppato per diversi chilometri lungo il tratto costiero della via Nazionale Adriatica (Statale 16), nel punto di confine in cui l’area metropolitana di Montesilvano e Marina di Città Sant’Angelo (Pescara) confluisce nel territorio di Silvi Marina (Teramo).

Una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Montesilvano ha intercettato il T-Max con a bordo due persone mentre sfrecciava a folle velocità. Nonostante l’alt intimato dai militari, il conducente ha aperto il gas dando il via alla fuga.

Giunto a Silvi Marina nei pressi del complesso “Expo 2000”, lo scooter ha effettuato una repentina inversione di marcia attorno a una rotatoria per fare retromarcia verso Montesilvano.

Nello scatto, al passeggero (un uomo di 30 anni) è volato via il casco ed è successivamente rovinato a terra sull’asfalto. Ciarelli non si è fermato, abbandonando il complice – subito bloccato e soccorso dai carabinieri – e proseguendo la sua corsa in solitaria.

Lo schianto contromano sul ponte sul Piomba

Rimasto solo in sella, il quarantatreenne ha spinto al massimo il ciclomotore, effettuando sorpassi killer e imboccando alcuni tratti stradali contromano per seminare i reattivi equipaggi dell’Arma.

La corsa si è interrotta bruscamente sulla Statale 16, all’altezza del ponte che scavalca il torrente Piomba. Ciarelli si è trovato davanti, a sbarrargli la strada in corsia opposta, una gazzella della stazione di Città Sant’Angelo giunta a supporto dei colleghi per chiudere la via di fuga.

L’impatto frontale tra lo scooter e la vettura militare è stato violentissimo. Nonostante il tempestivo arrivo dei sanitari del 118, ogni manovra di rianimazione sul posto è risultata vana a causa dei traumi da decelerazione massivi riportati dal quarantatreenne.

Il giallo del movente: l’ombra di un colpo notturno

Le indagini di polizia giudiziaria sono state formalmente delegate agli agenti della Polizia Stradale di Teramo, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, per garantire la massima terzietà nei rilievi geometrici dello scontro.

Il passeggero trentenne, rimasto illeso dopo la caduta, è attualmente sotto interrogatorio negli uffici del Comando. Gli investigatori stanno cercando di capire i motivi di una reazione così violenta all’alt dei militari.

Il sospetto principale è che i due stessero scappando a seguito di un furto o di una rapina messi a segno pochi minuti prima nella zona commerciale di Montesilvano.

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