Fratello Universo: San Francesco in un grande racconto d’arte contemporanea
Venticinque artisti, tre tappe, un unico cammino. La collettiva, ad ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi, trasforma la memoria in esperienza viva e condivisa
Fratello Universo: San Francesco in un grande racconto d’arte contemporanea. Venticinque artisti, tre tappe, un unico cammino. La collettiva, ad ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi, trasforma la memoria in esperienza viva e condivisa.
In un’epoca segnata da conflitti, disuguaglianze e fragilità ambientali, Francesco torna a interrogare le coscienze con la forza disarmante della semplicità: fraternità, pace, essenzialità, amore per il creato.
È proprio da questa tensione tra memoria e presente che nasce Fratello Universo, una collettiva d’arte contemporanea ideata da Giuseppe Ottaiano, responsabile di Terre di Campania.
Il progetto si configura come un gesto culturale profondo, un atto corale che affida all’arte il compito di tradurre, reinterpretare e rilanciare il messaggio francescano nel linguaggio del nostro tempo.
Venticinque artisti campani sono stati chiamati a confrontarsi con la figura del Santo per lasciarlo emergere attraverso le proprie visioni, sensibilità e percorsi espressivi. Il risultato è un mosaico ricco e stratificato, in cui ogni opera diventa un frammento di un racconto più grande, un tassello di un universo simbolico condiviso.
Le opere prendono forma su sagome lignee che richiamano la presenza terrena di Francesco, ma ciò che le rende davvero uniche è la loro capacità di trasformarsi in dispositivi relazionali.
Ogni sagoma è infatti dotata di uno specchio, collocato all’altezza degli occhi: un elemento semplice e potente, che rompe la distanza tra opera e spettatore. Chi osserva viene coinvolto direttamente, chiamato a riconoscersi, a interrogarsi, a diventare parte integrante dell’opera stessa.
L’esperienza di visita si trasforma così in un attraversamento interiore: si sosta e si entra in dialogo.

I venticinque artisti coinvolti – Elio Alfano, Silvio Amato, Antonio Avello, Biagio Cerbone, Cristina Cianci, Antonio Ciraci, Anna Colmayer, Gianfranco Coppola, Alfredo Cordova, Diana D’Ambrosio, Mina Di Nardo, Lucio d.d.t. Art, Maria Gagliardi, Sara Iuzzino, Alessandra Maisto, Carla Merone, Nunzio Meo, Pietro Mingione, Ilaria Moscato, Enzo Palumbo, Nunzia Re, Agostino Saviano, Padre Michele Spinali, Vittorio Vanacore e Raffaella Vitiello – rappresentano una pluralità di linguaggi e percorsi e traducono in forma visiva un’eredità che appartiene anche alla coscienza universale.
Non è casuale che questo progetto nasca in Campania e trovi in Napoli uno dei suoi epicentri simbolici. La presenza francescana nel territorio campano ha radici profonde, che hanno inciso nel tempo non solo nella spiritualità, ma anche nella cultura, nell’arte e nel tessuto sociale.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tre tappe principali, ciascuna delle quali contribuisce a definire un itinerario coerente e in progressione:
dal 27 aprile al 3 maggio presso l’Aula Capitolare del Santuario Madonna dell’Arco;
dal 14 maggio al 20 giugno nella Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli;
dal 23 giugno al 12 luglio nella Chiesa dell’Annunziata, Collegiata di Santa Maria delle Grazie a Marigliano.

Tre luoghi carichi di storia e spiritualità, che diventano scenari ideali per accogliere un progetto capace di coniugare arte contemporanea e riflessione interiore. Ogni tappa rappresenta un momento di un unico racconto in divenire, destinato a proseguire nel corso dell’intero anno.
Fratello Universo si distingue anche per la sua dimensione profondamente inclusiva. Apre a domande e invita all’ascolto. In questo senso, il visitatore è parte attiva di un processo di significazione che si costruisce nell’incontro tra opera e sguardo.
L’arte, in Fratello Universo, torna così alla sua funzione originaria, quella etica di ricerca e sostanza.
E mentre il visitatore attraversa le sale, riflettendosi negli specchi e nelle opere, diventa chiaro che il vero protagonista della mostra non è soltanto Francesco, né gli artisti, ma l’incontro tra passato e presente, tra memoria e visione, tra individuo e comunità.
Otto secoli dopo, San Francesco continua a camminare. E lo fa attraverso lo sguardo di chi osserva, di chi crea, di chi sceglie di fermarsi e ascoltare.
Maria Laudando