Giornata internazionale contro il lavoro minorile: liberare i bambini dallo sfruttamento

Nel mondo si stimano ancora oltre 160 milioni di bambini e adolescenti costretti a lavorare, privati del diritto all'istruzione, al gioco e a un'infanzia serena

Redazione
Giornata internazionale contro il lavoro minorile: liberare i bambini dallo sfruttamento

Giornata internazionale contro il lavoro minorile: liberare i bambini dallo sfruttamento. Nel mondo si stimano ancora oltre 160 milioni di bambini e adolescenti costretti a lavorare, privati del diritto all’istruzione, al gioco e a un’infanzia serena.

Oggi, venerdì 12 giugno 2026, si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro il lavoro minorile (World Day Against Child Labour).

Istituita ufficialmente nel 2002 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, questa ricorrenza nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, i governi e la società civile sulla piaga dello sfruttamento dei minori nel mondo del lavoro, promuovendo iniziative concrete per la sua totale eradicazione.

I numeri del fenomeno nel 2026

Nonostante i progressi legislativi internazionali, i dati globali continuano a mostrare un quadro drammatico, acuito negli ultimi anni dalle crisi economiche, dai conflitti geopolitici e dagli effetti del cambiamento climatico.

Più di un bambino su dieci nel mondo è intrappolato nel lavoro minorile. Quasi la metà di questi (circa 79 milioni) è impiegata in lavori pericolosi che mettono a rischio diretto la salute fisica, la sicurezza e lo sviluppo psicologico (miniere, agricoltura intensiva, fabbriche tessili clandestine).

Il settore agricolo raccoglie la quota maggioritaria (oltre il 70%) dei lavoratori bambini, spesso all’interno di sussistenze familiari o piantagioni commerciali, seguito dai servizi e dall’industria manifatturiera.

Le linee d’azione e i diritti violati

La giornata si focalizza sul legame indissolubile tra la povertà e lo sfruttamento, spingendo le istituzioni a intervenire su tre pilastri fondamentali. Garantire l’accesso alla scuola primaria e secondaria è l’arma più potente per spezzare il ciclo della povertà e sottrarre i minori al mercato del lavoro illegale.

Occorre, inoltre, implementare sussidi e tutele per le famiglie vulnerabili, affinché non debbano dipendere dal reddito generato dai figli minori.

Imporre, infine, alle grandi multinazionali e alle aziende locali un controllo ferreo sulle proprie filiere produttive, garantendo che nessun prodotto commerciale (dal cacao ai componenti elettronici, fino ai vestiti) sia stato realizzato sfruttando le mani di un bambino.

Maria Laudando

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