Giornata Internazionale del Gioco. Riflettere sul suo valore umano e sociale
La nascita di questa giornata è frutto di un percorso diplomatico e sociale significativo
Giornata Internazionale del Gioco. Riflettere sul suo valore umano e sociale. La nascita di questa giornata è frutto di un percorso diplomatico e sociale significativo.
Le origini e l’istituzione ONU
La nascita di questa giornata è frutto di un percorso diplomatico e sociale significativo. La giornata è stata istituita ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 marzo 2024, accogliendo la proposta di una coalizione globale di organizzazioni (tra cui l’UNICEF, il Gruppo LEGO, la fiera di Norimberga e Save the Children).
La prima edizione storica si è tenuta l’11 giugno 2024, rendendo quella di domani la terza celebrazione ufficiale a livello mondiale. La ricorrenza si radica nell’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che riconosce espressamente il diritto del fanciullo al riposo, al tempo libero e, appunto, al gioco.
Perché il gioco è un diritto fondamentale?
L’obiettivo delle Nazioni Unite e delle organizzazioni educative è sensibilizzare i governi, le scuole e le famiglie su quattro pilastri essenziali. Sviluppo Cognitivo e Motorio. Attraverso il gioco, i bambini esplorano il mondo, sviluppano il pensiero critico, la creatività, la coordinazione fisica e la capacità di problem solving.
Benessere Emotivo e Resilienza. Giocare aiuta a elaborare lo stress, a superare i traumi e a gestire le emozioni. È una valvola di sfogo naturale e vitale per la salute mentale dei più giovani.
Inclusione e Competenze Sociali. Il gioco di squadra insegna la cooperazione, il rispetto delle regole, l’empatia e la negoziazione, abbattendo barriere culturali, linguistiche e sociali.
Un beneficio che dura tutta la vita. Le neuroscienze dimostrano che le connessioni cerebrali stimolate dal gioco nell’infanzia gettano le basi per l’apprendimento e le capacità relazionali dell’adulto.
L’emergenza: un diritto minacciato
Celebrare l’11 giugno significa anche accendere un faro sulle disuguaglianze globali che privano milioni di bambini di questo diritto. Nei contesti di conflitto, il gioco diventa l’unica via per restituire un briciolo di normalità psicologica ai minori rifugiati o sfollati.
Milioni di bambini nel mondo sono costretti a lavorare prematuramente, privati del tempo e degli spazi per l’infanzia. Nei paesi più industrializzati, si assiste a una preoccupante contrazione del gioco “libero”, all’aperto e destrutturato, a favore di un uso massiccio e spesso solitario degli schermi digitali, con conseguenti rischi di isolamento e sedentarietà.
In occasione di questa giornata, scuole, ludoteche, piazze e comunità di tutto il mondo organizzano eventi, laboratori e momenti di sospensione della didattica tradizionale per ricordare agli adulti una grande verità: giocare non è una perdita di tempo, ma il modo più serio che i bambini hanno per imparare a vivere.
Maria Laudando