Giornata Internazionale del Tè. La FAO celebra la seconda bevanda più consumata al mondo

Dietro ogni tazza c'è il lavoro di 13 milioni di persone. I piccoli agricoltori coltivano il 60% del fabbisogno mondiale. L'allarme di Roma: i cambiamenti climatici minacciano la Camellia sinensis

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Giornata Internazionale del Tè. La FAO celebra la seconda bevanda più consumata al mondo
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Giornata Internazionale del Tè. La FAO celebra la seconda bevanda più consumata al mondo. Dietro ogni tazza c’è il lavoro di 13 milioni di persone. I piccoli agricoltori coltivano il 60% del fabbisogno mondiale. L’allarme di Roma: i cambiamenti climatici minacciano la Camellia sinensis.

La scelta della data non è affatto casuale: il 21 maggio coincide storicamente con l’inizio della stagione di raccolta del tè nei principali Paesi produttori dell’emisfero boreale, un momento in cui le piantagioni si animano e il ciclo produttivo entra nel suo vivo.

Per questo 2026, la FAO ha lanciato le celebrazioni globali sotto il tema ufficiale “Sustaining Tea, Supporting Communities” (Sostenere il Tè, Supportare le Comunità), ponendo l’accento sulla resilienza e sul benessere di chi lavora lungo l’intera filiera.

L’impatto socio-economico ed ecologico della filiera

Il tè rappresenta un mercato globale che ha superato i 50 miliardi di dollari di valore, ma la sua reale importanza risiede nell’impatto umano e rurale, specialmente nelle economie in via di sviluppo.

Secondo i dati aggiornati diffusi dalla FAO, oltre 13 milioni di persone dipendono direttamente dal settore del tè per il proprio sostentamento.

A dispetto delle grandi multinazionali, ben il 60% della produzione mondiale è nelle mani di piccoli agricoltori indipendenti e delle loro famiglie, situati in contesti rurali spesso vulnerabili.

Il settore gioca un ruolo cruciale nella riduzione della povertà estrema e nel contrasto alla fame (in linea con l’Agenda ONU 2030). Nelle operazioni di raccolta e prima lavorazione, la manodopera è prevalentemente femminile: garantire salari dignitosi ed equità commerciale (Fair Trade) in questa filiera significa emancipare intere comunità rurali in Asia, Africa e Sud America.

La minaccia del clima e la vulnerabilità della pianta

Le sessioni interattive e i tavoli di discussione ospitati oggi nel quartier generale della FAO a Roma mettono in guardia l’opinione pubblica su un rischio imminente.

La Camellia sinensis (la pianta del tè) prospera esclusivamente in condizioni agroecologiche molto specifiche e stabili. L’innalzamento delle temperature globali, la siccità prolungata e l’irregolarità delle piogge stanno alterando la qualità e la quantità dei raccolti in regioni storiche come il Darjeeling o lo Sri Lanka, esponendo i piccoli coltivatori a forti shock economici.

Da qui l’appello della campagna 2026 #FarmedWithCare, che promuove pratiche agricole sostenibili e l’uso di tecnologie per il risparmio idrico.

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Mentre gli esperti della FAO analizzano i mercati di esportazione di Cina, Kenya e India, l’Italia vive questo giovedì di fine maggio in eventi di divulgazione botanica.

Dal celebre Afternoon Tea della tradizione inglese (nato nell’800 grazie alla duchessa di Bedford) fino alla rigorosa e meditativa Cerimonia del tè giapponese codificata dal maestro Sen no Rikyū, i centri culturali di Roma, Venezia e Milano ospitano oggi degustazioni guidate per mostrare come questa foglia sia un ponte di dialogo tra i popoli. Iniziative che sposano perfettamente lo spirito della concomitante Giornata della Diversità Culturale.

Maria Laudando

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