San Pasquale Baylon: protettore di donne, cuochi e pasticcieri

San Pasquale Baylon è ufficialmente e tradizionalmente riconosciuto come il protettore di diverse categorie

Redazione
San Pasquale Baylon: protettore di donne, cuochi e pasticcieri

San Pasquale Baylon: protettore di donne, cuochi e pasticcieri. San Pasquale Baylon è ufficialmente e tradizionalmente riconosciuto come il protettore di diverse categorie

Oggi, 17 maggio, la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica di San Pasquale Baylon (1540–1592), un umile frate laico francescano spagnolo che, nel corso dei secoli, è diventato una figura amatissima della devozione popolare, specialmente in Italia meridionale, legando il suo nome a patrocini decisamente curiosi e unici.

I Patrocini di San Pasquale Baylon

Protettore delle Donne Nubili (in cerca di marito)

È forse il suo patrocinio più famoso a livello popolare, nato specialmente a Napoli e nel Sud Italia, ma diffuso anche a Roma (dove esiste la chiesa dei Santi Quaranta Martiri e San Pasquale Baylon, storicamente detta “delle Zitelle”).

L’origine è legata a una simpatica assonanza linguistica con il suo cognome (Baylon che evoca il “ballo” o l’andamento delle donne), che ha dato vita a una celeberrima filastrocca/preghiera che le giovani donne recitavano per trovare un buon consorte:

“San Pasquale Baylonne, protettore delle donne, mannateme nu marito, rubicondo e sapurito, come a vuje tale e quale, gloriosissimo San Pasquale!”

Patrono di Cuochi e Pasticcieri (L’inventore dello Zabaione)

La leggenda popolare vuole che San Pasquale sia stato il “papà” di una delle creme più famose della pasticceria: lo zabaione. Si narra che, mentre si trovava a Torino, il frate avesse suggerito alle donne che si lamentavano del vigore dei propri mariti una ricetta rinvigorente a base di tuorlo d’uovo, zucchero e vino Marsala.

La ricetta prese il nome di “Crema di San Bajon”, diventando poi foneticamente “Zabaione”. Per questo motivo è venerato come patrono di chi lavora in cucina.

Patrono dei Congressi Eucaristici

Questo è invece il suo patrocinio ufficiale per la Chiesa universale, proclamato da papa Leone XIII nel 1897. Nonostante fosse quasi analfabeta, Pasquale dimostrò una scienza infusa straordinaria e una devozione viscerale per l’Eucaristia (tanto da essere soprannominato il “Serafino dell’Eucaristia”).

Compose persino un piccolo trattato teologico difendendo il valore del Sacramento contro le tesi dei calvinisti durante una pericolosa missione in Francia.

Patrono dei Pastori

Nato in Aragona da una famiglia poverissima, Pasquale passò tutta la sua infanzia e l’adolescenza nei campi a pascolare le greggi prima di essere ammesso tra i Frati Minori Alcantarini. Durante le lunghe ore passate da pastore, sviluppò una fortissima attitudine alla preghiera contemplativa e all’isolamento mistico.

Curiosamente, la tradizione napoletana lo invoca anche in un altro modo: la famosa espressione “San Pasquale” viene usata scherzosamente quando si indovina un terno al lotto o si riceve una fortuna inaspettata, associando la figura del Santo alla provvidenza e alla benevolenza immediata.

Maria Laudando

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